Hascisc, tre già liberi

RUBIERA.Due restano in carcere, mentre gli altri tre nordafricani arrestati domenica sera per spaccio dai carabinieri sono stati liberati per carenza di indizi.
E' questo l'esito dell'udienza di convalida tenutasi ieri mattina in tribunale a Reggio davanti al gip Andrea Santucci. Rimane dentro il tunisino 35enne Ali Ben Mustapha Neffati (difeso dal legale Giuseppe Migale Ranieri) che è il proprietario dell'auto bloccata dai militari, ma anche il marocchino 28enne El Arbi Naqqadi (assistito dall'avvocato Domenico Noris Bucchi) che è il proprietario dell'abitazione (a Modena) dove è stato trovato il necessario per confezionare la droga (pellicola e nastro adesivo) ma soprattutto i dodici chili di hascisc (in panetti da un chilo) che erano nascosti in garage, dentro uno zaino.
I tre scarcerati - i marochini Mohamed Lamqartasse (27 anni) e Mustapha Nachit (31 anni), nonché l'iracheno 31enne Mahmd Klim - sono stati difesi dall'avvocato Nicola Bizzocchi e, in aula, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere, come del resto ha fatto anche Naqqadi.
L'unico che ha risposto alle domande del gip è stato Neffati: «Non c'entro con questa storia di droga - ha detto - stavo solo accompagnando Naqqadi a Rubiera. Sapevo che spacciava perché ogni tanto mi dava dell'hascisc. Quando ha visto i carabinieri ha cercato di disfarsi di qualcosa».
Durante il blitz è stato arrestato anche un minorenne che era a bordo della Fiat Punto fermata dai carabinieri: si tratta di un clandestino marocchino di 16 anni che ora si trova nel centro d'accoglienza di Bologna, in attesa che il tribunale per i minorenni entri nel merito del suo coinvolgimento in questa vicenda di droga.
I sei sono stati scovati dall'Arma dopo aver fermato, nel parcheggio sotterraneo del cinema Emiro di Rubiera, un'auto sospetta, con tre uomini e un ragazzo di 16 anni a bordo. Un controllo casuale, scattato per lo strano comportamento tenuto dagli occupanti della macchina, una Fiat Punto, che si aggirava nel parcheggio intorno alle 23.30 di domenica. I quattro a bordo della Fiat Punto hanno anche tentato di fuggire. Ma una macchina dei carabinieri ha ostruito loro il passaggio, bloccandoli. «Alcuni di noi sono clandestini e ci siamo spaventati», hanno motivato sulle prime i quattro. Da una perquisizione della Fiat Punto sono saltati fuori però i primi «pezzi» di droga. Un panetto di poco meno di cento grammi, nascosto proprio sotto il sedile del minorenne.