Referendum su verifica e governo

ROMA.Per decidere il suo futuro, Rifondazione comunista si affida ai militanti. A pochi giorni dalla kermesse che riunirà per la prima volta tutte le anime della sinistra italiana alla Fiera di Roma per lanciare la Cosa rossa, Franco Giordano convoca la direzione e lancia l'idea di un referendum tra gli iscritti sui temi della verifica con il governo. «Dobbiamo andare al tavolo della discussione con un mandato chiaro dopo aver proposto nel partito un referendum sul mandato stesso», dice il Giordano. Il segretario di Rfc invita a mettere da parte l'insofferenza palpabile in questi giorni dopo l'ok al protocollo sul welfare e le grandi manovre sulla riforma elettorale e a lavorare su obiettivi realizzabili e concreti da sottoporre ai militanti prima di essere discussi con Romano Prodi a gennaio. La road map di Rifondazione prevede la consultazione degli iscritti per dare un supporto al mandato. A verifica di governo conclusa, gli stessi iscritti saranno nuovamente sondati per esprimere un giudizio sugli esiti della verifica con l'esecutivo con un referendum in base al quale Rifondazione deciderà se continuare o meno a stare nel governo. «Si dovrà discutere dell'autonomia dal governo e ridiscutere il programma di cui non c'è più traccia, dobbiamo ricostruire un collante unitario a partire dai seguenti temi: precarietà e aumento dei salari», avverte Giordano. Quanto al congresso, potrebbe slittare a marzo proprio per lasciare spazio alle tappe della consultazione popolare.
La proposta convince anche Paolo Ferrero, tra i più convinti sostenitori della nascita della Cosa Rossa, la nuova sigla che dovrebbe nascere dalla confluenza di Rifondazione, ex sinistra Ds, Pdci e Verdi. Fabio Mussi la immagina con il nome di Sinistra e senza il simbolo della falce e martello, cosi caro al Pdci che fa di tutto per tenerlo, sapendo che elettoralmente è ancora un simbolo forte. E lo stesso retropensiero lo ha anche Alfonso Pecoraro Scanio, deciso a non buttare alle ortiche l'arcobaleno dei verdi. Un'idea su cosa potrebbe essere il nuovo soggetto politico la lancia proprio il ministro per la Solidarietà sociale. «Da sempre ho proposto il modello della Flm, la vecchia federazione dei metalmeccanici» dice Ferrero sottolinando che cosi le singole formazioni politiche potrebbero conservare il proprio spazio.
L'appuntamento unitario dell'8 e del 9 dicembre è al centro anche della direzione del Pdci. Anche Diliberto si dice pronto alla verifica con Prodi «a patto però che si parli di questione vere ad iniziare dal tema drammatico del salario e del precariato». E intanto annuncia la nascita di un suo giornale quotidiano: «Andiamo verso un progetto federatico, e in questa prospettiva riteniamo utile dare il nostro contributo editoriale».
Agli Stati generali della Sinistra parteciperanno anche diverse realtà no global e il presidente della camera, Fausto Bertinotti. Per Franco Giordano quello di Roma sarà un evento che dovrà concludersi con l'approvazione di una «Carta dei valori» e la scelta di un simbolo comunque spendibile alle amministrative, in primavera.(m.b.)