I reggiani in camicia rossa

REGGIO.Fra le mille camicie rosse che sbarcarono a Marsala l'11 maggio 1860 c'erano sei reggiani, reduci delle precedenti imprese garibaldine. Il più famoso è Rainero Taddei, che si guadagnò il grado di colonnello, combattè in tutte le successive campagne e mori a Custoza, nella terza guerra d'indipendenza, il 24 giugno 1866. Taddei, nato a Reggio il 4 aprile 1827, aveva il titolo di ingegnere.
Era al suo fianco Antonio Ottavi, ventinovenne ragioniere, destinato a divenire capitano e a cadere anch'egli a Custoza.
Il terzo, Eugenio Ghion Aron Ravà, era uno studente ventenne appartenente alla comunità ebraica reggiana. Mori il 30 novembre 1867, dopo essere stato ferito nella battaglia di Mentana, durante il fallito tentativo di prendere Roma, a cui presero parte 78 garibaldini reggiani. C'erano anche due sarti, Giuseppe Camellini, nato a Mancasale nel 1834, e il ventenne Massimiliano Costetti. L'ultimo, Filippo Riccioni, bracciante, era nato nel 1836 a Cervarezza o, forse, a Pisa. Alla spedizione in Sicilia del 1860 parteciparono molti altri reggiani partiti successivamente. Fra essi spicca Eugenio Bianchini, che fu poi, nel 1862, uno dei promotori del battaglione garibaldino dei Cacciatori del Crostolo e mori prigioniero a Roma nel 1867 per le ferite riportate a Mentana. C'erano anche i fratelli Filippo e Secondo, figli di Angelo Manini. Questi, acceso repubblicano, faceva parte del comitato reggiano d'appoggio alla spedizione dei Mille. Nel 1869 avrebbe guidato i moti contro la tassa sul macinato, tentando di occupare la rocca di Castelnovo Monti. Erano con lui, in quell'impresa, altri cinque garibaldini. Nella campagna del 1860 caddero Luigi Davoli, Aniceto Greco di Luzzara, Pietro Pedroni e Giuseppe Romani di Reggio, Fortunato Timolini di Correggio e Luigi Vergalli di Bibbiano.
L'Istituto regionale dei ciechi, che ha sede in via Franchetti, fu intitolato a Giuseppe Garibaldi con una epigrafe dettata da Naborre Campanini il 2 giugno 1889, nel settimo anniversario della scomparsa dell'eroe. (l.s.)