«Dedico il gol a un tifoso che non c'è più»

REGGIO. Strani pensieri e analogie saltano alla mente. Agli inizi degli anni Ottanta fu la rete di un reggiano, Lorenzo Mossini, alla Spezia a regalare la serie B alla Reggiana di Fogli: ora potrebbe essere il gol di un altro reggiano, Simone Gozzi, a portare i granata alla finale play off. Una rete, quella di Gozzi, con una dedica speciale. Il difensore la tira fuori alla fine della chiacchierata quasi sommessamente: «Posso dedicare la rete e la vittoria a una persona che non c'è più, mio cugino Marino, che non perdeva mai una partita della Reggiana quando giocava in casa».
Gozzi descrive cosi l'episodio decisivo del match con la Cisco Roma: «Sono salito per colpire di testa la punizione di Grieco, non ci sono arrivato, ho avuto un pizzico di fortuna perché la palla è rimasta li, Cottini e Zannon si sono scontrati fra di loro, io ho scaricato in porta tutta la rabbia e la tensione per una partita che volevamo e dovevamo assolutamente vincere».
Una rete che comunque non impedirà a Gozzi di dormire.
«Penso proprio che riposerò perché già la vigilia ho dormito poco per la tensione».
Un'emozione in più per un reggiano decidere la partita...
«Si, è stato emozionante, forse io, Caselli e gli altri reggiani abbiamo dato un qualcosina in più ma tutta la squadra si è espressa a ottimi livelli. Ci tenevamo a fare bella figura, io in particolare perché non ho mai giocato un play off e uscire all'inizio, vedere 4.500 persone, la curva imbandierata a festa è stato davvero una cosa indescrivibile».
Il parapiglia dopo la rete?
«Non lo so spiegare: quando ho visto la palla in rete non ci ho più capito niente, sono impazzito dalla gioia, mi sono messo a correre e non ho cercato nessuno. Mi sono fermato per caso vicino alla panchina della Cisco ma senza intenzioni polemiche».
In difesa, invece, non avete sofferto molto...
«Si, siamo stati compatti, uniti, bravi a interpretare bene il match. Praticamente non abbiamo mai rischiato e dovremo ripeterci a Roma».
Cos'è cambiato nella Reggiana in questi 15 giorni?
«La tranquillità. L'aver raggiunto i play off ci ha ridato morale, convinzione nei nostri mezzi e soprattutto serenità».
Basta l'1 a 0 a Roma per passare il turno?
«Mi auguro di si, l'inerzia della sfida adesso è dalla nostra parte. La Cisco ha un risultato solo su due: dovrà per forza attaccare e cercare di segnare, col rischio di lasciarci più spazi di quanto non abbia fatto al Giglio».
Cosa potrà avere di più la squadra romana nella gara di ritorno?
«Qualcosa sicuramente cambierà: non credo l'apporto del pubblico, perché da quello che sento probabilmente saranno in numero superiori i nostri tifosi. Noi dovremo cercare di ripetere la prestazione di ieri: rimanere compatti, giocare di squadra, pensare a non subire ma senza commettere l'errore di puntare in partenza allo 0 a 0. Dovremmo cercare anche noi la via della rete».
Domanda un po' maliziosa: non è che Gozzi sia particolarmente felice della rete perché se dovesse andare male a Roma questa potrebbe essere la sua ultima partita al Giglio?
«No, al futuro non ci voglio pensare, ho già detto che se capitasse l'occasione di salire di categoria non me la farei scappare: le voci di interessamenti di squadre di serie B fanno piacere, ma vi prego di credermi, in questo momento il mio unico pensiero è andare in C1 con la Reggiana».
Luigi Cocconcelli