la Gazzetta di Reggio — 12 maggio 2007
pagina 04
sezione: ATTUALITÀ
MILANO. «I bambini della scuola materna di Rignano sono assolutamente credibili». Parola di Massimilano Frassi, fondatore e presidente dellassociazione Prometeo, che da anni si occupa di lotta alla pedofilia, fornendo assistenza alle famiglie coinvolte. Centinaia i casi affrontati, da ultimo quello del paese in provincia di Roma, spesso contro insegnanti e uomini di chiesa: così lassociazione si è attirata elogi e disapprovazioni. «Due mesi fa ci hanno contattato alcuni genitori della Olga Rovere ma non aggiungo dettagli altrimenti gli avvocati strumentalizzano», racconta Frassi, 38 anni, che nel curriculum sul suo blog elenca tre libri «best seller», tutti sul tema della pedofilia e sulla tratta di minori, una medaglia ricevuta dalla Polizia di Stato e una dallFbi americana. «Ci hanno chiesto aiuto in un momento in cui parenti, amici si dileguano - dice Frassi - Siamo stati a Rignano e abbiamo trovato famiglie immerse in un dolore immenso, e bimbi che ancora stanno male. Al di là delle scarcerazioni, i piccoli hanno subito abusi: da parte di chi, lo deciderà il tribunale». Prometeo, onlus riconosciuta da dieci anni dalla Regione Lombardia, nel 2006 ha assistito «236 famiglie fra le province di Bergamo e Brescia», dove ha le due sedi principali, e da poco è inglobata nella Fondazione Luca Barbareschi in difesa dei minori vittime di violenza sessuale. «In alcuni casi precedenti abbiamo realizzato anamnesi sui bambini, e poi inviato un fascicolo con i loro racconti in procura», spiega Frassi: «Ma nella vicenda di Rignano ci limitiamo a unopera di sostegno, non partecipiamo alle indagini». Proprio come avvenuto con alcune famiglie di Brescia in occasione del processo contro otto persone (un parroco, un bidello e sei maestre di una scuola elementare), assolte ad aprile in primo grado dallaccusa di violenze sessuali ai danni di 23 bimbi. Una vicenda giudiziaria che da quattro anni spacca la città, fra colpevolisti e innocentisti. Anni di tensioni, che hanno coinvolto anche Prometeo e il suo presidente, additati da più parti come «cacciatori di orchi», che alla fine di ogni vicenda presentano un conto salato alle famiglie assistite. «Sono tutte calunnie, per le quali sono in corso già tre cause legali», la replica di Frassi: «I nostri servizi sono gratuiti, i nostri operatori volontari».
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Paolo Cappelleri