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Un nuovo appello contro la pena di morte

 «Reggio Emilia contro la pena di morte»: al via la campagna di raccolta firme contro le esecuzioni capitali in Texas, Cina e Arabia Saudita. Cgil, Cisl e Uil scendono in campo ancora una volta per difendere il diritto alla vita per tutti, anche per chi ha sbagliato. «Abbiamo scelto tre paesi leader nella triste classifica delle esecuzioni capitali - afferma Mirto Bassoli segretario generale Cgil - per lanciare un appello ai nostri cittadini reggiani, alle istituzioni e al Governo, per mantenere vivo l’interesse su un tema di così grande importanza».
 «Certo non abbiamo l’ambizione di risolvere totalmente il problema - continua Stefano Campani di Boorea - ma una forte sensibilizzazione dell’opinione pubblica è già stata ottenuta dalle molteplici campagne sostenute da organizzazioni umanitarie, cattoliche, non violente, pacifiste, e nel cui solco si sono inseriti anche i sindacati reggiani da otto anni».
 I dati parlano chiaro: a partire dal 1990, anno di inizio di un’azione d’urto sul tema, 40 paesi, tra i quali Canada e Messico, hanno rinunciato alla pena di morte. Sono 74 gli stati in cui tale scelta non è ancora stata effettuata e le pressioni devono continuare, ad esempio con la raccolta di almeno 5000 firme da inviare alle autorità competenti di tali paesi. Il testo dell’appello riguardo al Texas è stato scritto per i sindacati reggiani da Rick Halperin, presidente di Amnesty International negli Stati Uniti che afferma «nel 2007 sarà messo a morte il 400esimo condannato dal 1982: è giunta l’ora di pretendere che il Texas fermi per sempre tutte le esecuzioni, prime fra tutte quelle su persone mentalmente ritardate». L’appello per l’Arabia Saudita riporta la storia di una colf indonesiana, Siti Zainab Duhri Rupa, condannata a morte con l’accusa di aver ucciso il proprio datore di lavoro. «Dopo averle negato l’assistenza legale e averla sottoposta a processo in lingua araba da lei non comprensibile, la donna ha confessato: è forte la preoccupazione per le discriminazioni razziali e per il non rispetto dei protocolli processuali internazionali». Infine l’appello relativo alla Cina - in vista delle olimpiadi del 2008 - riprende la campagna lanciata dal Congresso Mondiale contro la pena di morte svoltosi a Parigi poche settimane fa.
Francesca Manini