Costi in azzurro con i consigli della mamma Alda

VEZZANO SUL CROSTOLO. Il calcio femminile consacra Fabiana Costi, residente nel comune di Vezzano sul Crostolo, agli onori della Nazionale. Dopo il ritiro romano la giocatrice della Reggiana ha disputato mercoledi una partita amichevole in Olanda. Tra le convocate c'era anche un'altra ragazza che gioca in maglia granata, Daniela Tavalazzi, bolognese 35enne, una veterana di questo sport. Per Fabiana Costi, nata il 6 ottobre 1986 e che da sempre abita a La Vecchia, questa è una prima assoluta con la maglia azzurra, pur avendo già alle spalle un curriculum di tutto rispetto.
Fabiana Costi vanta ben ventisei gettoni di presenza nelle nazionali giovanili, compreso nel 2004 un campionato Europeo e addirittura il Mondiale con l'Under 19.
La curiosità, però, scaturisce dal fatto che Fabiana è figlia d'arte. Anche sua mamma, Alda Caffarri, è stata per quindici anni protagonista indiscussa nel calcio femminile, nel ruolo di libero, avendo giocato tra l'altro in serie A con Bologna, Parma e Reggio quando questa disciplina era all'inizio della sua popolarità negli anni '70.
«Ho cominciato a giocare a calcio in prima elementare - spiega Fabiana Costi che ricopre il ruolo di esterno sinistro a centrocampo -. La passione è nata osservando le partite giovanili di mio fratello maggiore Dario che oggi ha 23 anni. Sono sempre stata da piccola l'unica femmina in una squadra di maschi, prima a Vezzano, dove sono rimasta per alcune stagioni, poi nell'Ambrosiana, in seguito ad una fusione. Ero allenata da Esposito, successivamente nel Montecavolo il mister Marcello Bonacini mi ha impostata da attaccante».
«In terza media - ricorda ancora la giocatrice della Reggiana femminile - ho iniziato nelle giovanili della Reggiana, qui ho incontrato Milena Bertolini, quindi ci sono state in panchina Viola Langella e Maria Grazia Azzolini».
Fabiana Costi, pur essendo un po' timida e introversa, si è sempre presentata a suon di gol, esibendo ottime doti acrobatiche, bruciando ben presto le tappe della sua carriera.
«Ricordo che nel Montecavolo, nel torneo esordienti, segnai una ventina di reti. In serie D femminile è stata una escalation, 20 gol il primo anno, 30 il secondo, 40 il terzo, quando Mario Silvetti mi fece debuttare in A2 risposi con un bottino di 15 reti, poi è venuta la promozione e la serie A con Anna Mega e da tre campionati la squadra è diretta dall'allenatore correggese Milena Bertolini».
La dotatissima e talentuosa ragazza-gol di La Vecchia ha praticato, a lungo, in età giovanile, anche il pattinaggio artistico nell'Accademia di Albinea, disciplina abbandonata per fare posto al calcio, primo e unico grande amore, forse per emulare le gesta della mamma che è stata alla pari della Vignotto e della Morace una icona e un esempio per le baby-praticanti. Un esempio che ovviamente anche Fabiana Costi vorrebbe seguire anche se la strada da percorrere è ancora lunga e irta di difficoltà ma sono in molti a ritenere che questa atleta reggiana ha tutto per imporsi all'attenzione generale.
«E' una convocazione che non mi aspettavo - confessa Fabiana Costi - il tecnico federale Pietro Ghedin mi ha visto in partita a Bardolino dove ho fatto bene e mi ha subito chiamata in azzurro. In Nazionale ho già segnato due volte, con l'Armenia e la Lituania in gare di qualificazione per i campionati europei che ho disputato tre anni fa in Finlandia ed in virtù del terzo posto abbiamo staccato il lasciapassare per i mondiali del novembre 2004 in Tailandia».
Fabiana Costi ha ottenutola maturità al Liceo scientifico «Aldo Moro» e adesso insegue una laurea in attività motorie, anche per ripagare i tanti sacrifici di papà Edies, che fa l'idraulico e della mamma Alda che oltre a dispensare mille consigli tecnici la segue assiduamente munita di telecamera.
Dopo la stagione in Nazionale della reggianissima Giulia Nasuti, cresciuta nel PieveCella, adesso brilla la stella di Fabiana Costi: le amiche e gli amici di La Vecchia e Vezzano sul Crostolo sono fiduciosi che possa ritornare in nazionale, anche come premio ai suoi sacrifici e riconoscimento del suo talento.
Primo Bertani