«Il segreto è che mi diverto ancora»

REGGIO. Stefano Rossini, classe 1971 e un passato glorioso in serie A e B, è da ieri in prova alla Reggiana. Il difensore, svincolato, si allenerà per qualche giorno con la squadra granata per valutarne le condizione fisiche. Solo dopo la società deciderà se tesserarlo o meno. Ma l'impressione è che, visti i tanti infortuni che stanno colpendo la rosa, l'accordo sarà trasformato in contratto.
«Mi sono allenato fino ad alcune settimane fa con il Pizzighettone - spiega Rossini alla vigilia del suo primo allenamento - e negli ultimi giorni mi sono aggregato alla Pontolliese, una società vicino a Piacenza, la città dove vivo».
Cosa si aspetta da questi giorni in granata?
«Sono qui per verificare la mia condizione fisica. E' inutile nasconderlo, ma non disputo una partita da maggio. Mi manca il ritmo partita, e non c'è allenamento che tenga: bisogna giocare partite vere per trovarlo. Anche perchè quando ero a Pizzighettone mi allenavo ma poi saltavo la partitella infrasettimanale».
Come è maturato il suo arrivo a Reggio?
«E' maturato tutto in poco tempo (i primi contatti per la verità risalgono almeno a tre settimane fa ndc) e subito ho dato la mia disponibilità. Questa società ha un passato glorioso e in più, se alla fine il contratto si farà, avrò la possibilità di non allontanarmi troppo da casa».
In questo momento alla Reggiana c'è carenza in tutti i reparti. Quali sono le sue caratteristiche?
«In fase difensivo ho ricoperto un po' tutti i ruoli: destro, sinistro e centrale. Non nego che centrale e terzino sinistro sono quello che credo di poter interpretare meglio».
L'idea di disputare un campionato di C2 non la spaventa?
«Ho solo un problema, se lo possiamo chiamare cosi: mi diverto ancora tremendamente a fare questo lavoro. Anzi, come mi avevano detto tanti anni fa, più passa il tempo e più te ne innamori».
Lei è originario di Viadana, cosa conosce della realtà di Reggio?
«Ho incontrato diverse volte la Reggiana da avvrsario sia in serie A che B con l'Atalanta e il Genoa e la cosa che ricordo con più piacere è il tifo. Un tifo che con la C2 non ha nulla da dividere».
Condizioni fisiche a parte, ci potrebbero essere altri ostacoli per il suo arrivo a Reggio?
«Nessuno. E' giusto che prima la società valuti le mie condizioni».
Conosce qualcuno dei suoi potenziali futuri compagni di squadra?
«Con Annoni abbiamo giocato insieme al Genoa, con Nuzzo e Marcello Montanari eravamo insieme a Milano (sponda Inter) e il mister l'ho incontrato spesso da avversario. Diciamo che vedere Montanari e Pane dall'altra parte mi fa pensare che forse non sono più un ragazzino».
Cristiana Filippini