lunedì 22.03.2010 ore 02.36

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E' morto Malabrocca, la maglia nera del Giro d'Italia

 PAVIA. Per gli appassionati di ciclismo era la Maglia nera del Giro d’Italia: un soprannome che non gli pesava affatto, e che si era conquistato grazie ai due ultimi posti in classifica nei giri del 1946 e 1947. Luigi Malabrocca, 86 anni compiuti in giugno, è morto domenica sera nella sua abitazione di Garlasco (Pavia). Tortonese di nascita e pavese di adozione, Malabrocca è passato alla storia del ciclismo proprio per quel doppio primato negativo e consecutivo, ottenuto negli anni in cui imperversavano Bartali e Coppi.  Lui, ultimo arrivato al primo giro del dopoguerra e a quello dell’anno successivo, si guadagnò la sua fetta di notorietà in quell’Italia stremata che risorgeva dalle rovine del conflitto. C’era un premio, per l’ ultimo. Gli davano la maglia nera ed un pò di soldi. Ora la maglia nera l’hanno abolita, ma nell’immaginario collettivo è rimasta simbolo di chi non si arrende e di chi si arrangia. Come ‘Luisin’, che faceva la corsa al contrario: ma che arrivava comunque fino in fondo. E fu proprio con Luigi Malabrocca che l’espressione maglia nera entrò nel lessico quotidiano non solo dello sport. Un legame così stretto, quello fra Malabrocca e il suo trofeo, da far dimenticare che nella sua carriera aveva saputo imporsi in quasi 90 gare, tra cui nel 1947 la Parigi-Nantes in linea. Quello che contava, invece, era l’ultimo posto nel Giro del 1946, a 9 ore e 34 minuti dal vincitore Gino Bartali, e l’ultimo posto al giro del 1947 a 5 ore e 52 minuti dal numero 1, Fausto Coppi.

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