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«Una follia quella pista da motocross a Bedogno»

 VILLA MINOZZO. Ambientalisti contro un passatempo che, pur portando molti appassionati su strade e sentieri del crinale, è fortemente impattante: le «motocavalcate» ed i percorsi motociclistici attraverso i boschi e le carraie montane. Ora il coordinamento dei Verdi della montagna interviene duramente contro una pista da cross a Bedogno. Affermano Roberta Filippi, Ornella Coli e Nuccia Mola: «A Bedogno si sono ritrovati proprio una bella sorpresa: ruspe ed escavatori al lavoro per una pista da motocross». Alla faccia della qualità della vita degli abitanti.
 Una pista di oltre 4 metri di larghezza di fianco al paese, già operativa da alcune settimane ed utilizzata, specie nei fine settimana, da decine di motociclisti che rombano coi loro motori in una delle più belle ed incontaminate (si fa per dire, a questo punto) vallate del nostro Appennino: la valle del Secchiello. In questo modo disturbano la quiete di chi vi abita e di chi vi cerca sollievo dai ritmi stressanti della città. «Non riteniamo - proseguono gli ambientalisti - che sia questa la strada per lo sviluppo del nostro territorio: siamo fortemente contrari a questo tipo di interventi specie dove non previsto dalla programmazione urbanistica: in questo caso, per ottenere i permessi, sono state “forzate” le normative con la dicitura nelle richieste di autorizzazioni di “pista privata in terra battuta per attività sportivo-dilettantistiche” e “pista per mountain-bike, corse campestri, per cavalli e con la possibilità in maniera occasionale e saltuaria anche per motocross”. Purtroppo la realtà dei fatti è sotto gli occhi di tutti: questa è una vera pista da cross, fatta in barba ad ogni valutazione d’impatto». I Verdi, visto che siamo in campagna elettorale per le amministrative, chiedono che parli il candidato dell’Unione, Luigi Fiocchi: «Chiediamo che prenda una netta posizione contro questa superficialità e pressapochismo nel concedere autorizzazioni che denotano una visione sbagliata dello sviluppo turistico. Se errori sono stati fatti bisogna rimediare, magari in questo caso con un’ordinanza di divieto per i mezzi a motore e lasciare che la pista ormai fatta sia usata solo per attività compatibili per passeggiate, mountain bike o cavallo». I Verdi denunciano anche le proteste della popolazione «contro questa invasione rumorosa che contrasta con il paesaggio e disturba anche gli animali selvatici».
Luca Tondelli