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Esperienza in famiglia con i bambini saharawi

 GUASTALLA. Passare alcuni giorni in un mondo completamente diverso, per conoscerlo da vicino. Barbara Tenca e Francesca Pelli, dopo aver ospitato nell’estate scorsa due bambini saharawi, tra febbraio e marzo hanno voluto trascorrere otto giorni nel loro ambiente, vivendo con le famiglie.
 «E’ stata un’esperienza straordinaria, a partire dall’accoglienza - raccontano le due donne - Abbiamo ritrovato le famiglie dei bimbi che abbiamo ospitato a casa nostra negli anni scorsi, e siamo stati trattati come persone di riguardo da tutti quanti».
 E’ davvero particolare l’idea di famiglia che c’è nel Sahara occidentale, dove vive questo popolo: «Sono gruppi che si allargano continuamente, pronti ad estendersi agli “amici degli amici”; anche noi dormivamo tutti insieme per terra, in tenda con loro e venivamo accompagnati da tutti i conoscenti».
 La lingua dei saharawi è molto diversa dalla nostra, ma le due madri sono riuscite a comunicare agevolmente: «Di fronte a loro ci si capiva perfettamente senza bisogno di parlare». Francesca (che ha portato con sé Matteo, uno dei suoi figli) e Barbara sono rimaste colpite dal modo di giocare di quei bambini: «Là non hanno giocattoli, ma riescono a divertirsi per ore con le poche cose che hanno. Prima di ospitarli ci chiedevamo se si sarebbero trovati bene, se il letto sarebbe stato comodo e cose simili; osservandoli nel loro ambiente semplice abbiamo capito che i nostri erano dubbi insensati».
 Il marito di Francesca, Daniele Bertolotti, aveva già fatto un’esperienza simile l’anno scorso, partecipando alla maratona dei campi saharawi: anche lui aveva sperimentato l’ospitalità di quelle famiglie, così lontana dalla nostra, e non dimenticherà mai quei giorni trascorsi in Africa.
 In questi giorni, a Guastalla e nella Bassa si stanno cercando ancora famiglie disposte ad ospitare un bimbo saharawi per un certo periodo è c’è ancora tempo per aderire all’iniziativa.
 «Per noi - spiegano le due mamme - è stata un’occasione unica per riflettere sul nostro modo di essere genitori: è come ripercorrere il cammino di una vita in pochi giorni, facendolo insieme ai propri figli».
 Per ottenere maggiori informazioni o offrire la propria disponibilità ad accogliere i bambini saharawi si può contattare il Comune di Guastalla (tel. 0522-839.765, chiedere di Simonetta).
Gabriele Maestri