Un pezzo di Reggio porterà la Sanremese in C1

REGGIO. Da Pelatti a Cocconi, da Addona a Covelli e poi Varini, Soda, Russo, Ruggeri e Paolini: c'è un pezzo del calcio di Reggio che ha deciso di traslocare a Sanremo e tutti già parlano di miracolo. Sino a tre anni fa c'era una squadra abbandonata e forse senza più futuro, è bastata l'intuizione e la bacchetta magica di Pino Ruggeri per far tornare in auge una piazza storica con tanto di blasone, dove adesso impera il dialetto reggiano che tutti capiscono alla perfezione. Il calcio vive il suo momento d'oro e tutti ne parlano. La Sanremese lotta per la C1 e finisce per diventare da prima pagina.
«A giugno compio 46 anni - dice Pino Ruggieri, il padrone del vapore -. Sono nato a Cutro e vivo a Reggio dal 1962, in pratica ho cambiato vita a tre anni e mi sento reggiano al mille per mille. Ho giocato a calcio sino a 25 anni, facevo il difensore centrale ed ho militato a San Martino in Rio, Castelnovo, Albinea e Quattro Castella. Quando il lavoro mi ha preso, ho messo in piedi una squadra di amatori, in 17 campionati abbiamo conquistato 19 trofei. Tre anni fa, mentre lavoravo a Sanremo, sono stato avvicinato dal sindaco di quella città che mi ha chiesto se poteva fare qualcosa per la squadra: il mio impegno era di riportarla tra i professionisti e ci siamo riusciti al secondo tentativo».
IL PATRON.Il segreto di Ruggeri è di circondarsi di persone giuste al posto giusto. «L'allenatore Antonio Sodia lo conoscevo sin da ragazzo, quando giocava nelle giovanili del Catanzaro ed in più siamo amici di famiglia. Ho scelto lui non solo per la stima e l'amicizia, ma perché ha stimoli e la giusta mentalità».
L'altro artefice della rinascita è Massimo Varini, 52 anni, reggiano doc, direttore sportivo dalla scorsa estate, giocatore e allenatore dall'illustre passato, con esperienze recenti di manager al Brescello e poi al Vicenza come braccio destro dell'ex dg Sagramola, ora al Palermo. Di lui Ruggeri parla in termini entusiastici. «Non sono abituato ad esaltare per gratitudine, però credo che Varini conosca il calcio di serie C come pochi, in più è un ragazzo eccezionale, ci ho giocato contro nei dilettanti e l'ho sempre apprezzato. E' un valore aggiunto della nostra società, come il direttore generale Rocco Russo e Alfondo Paolini, miei uomini di fiducia».
Giocatore di punta della Sanremese è Matteo Pelatti, nato a Scandiano il 17 marzo del 1978 e da sempre residente a Rubiera. «Torno a casa ogni quindici giorni per abbracciare mio padre Ido, che ha 59 anni e la mamma Elide, di 57. Ho pure un fratello di 38 anni, Massimo. Porto sempre Rubiera nel cuore e vado spesso con i ricordi al mio primo presidente Romano Morandi, cosi come ho riconoscenza per gli allenatori che ho avuto: Sante Pinetti, Pecorari e Mauro Vecchi. Una bella esperienza è stata anche quella di Brescello, dove ho incontrato D'Astoli, un tecnico preparatissimo e dove ho conosciuto per la prima volta Sconziano, che ora gioca con me a Sanremo. Tra gli amici di un tempo ho un pensiero per un ex compagno di scuola e di calcio, Alessnadro Iori, adesso giornalista».
I GIOCATORI.Oltre ai vari dirigenti che risiedono a Reggio, la Sanremese ha un sacco di giocatori nati nella nostra provincia: Pelatti, undici reti sinora, è quello di maggiore caratura (ha militato nel Milan e poi a Como, Brescello, Sassuolo, Prato con la conquista della Coppa Italia, Monza, San Marino e Giulianova), poi c'è per importanza Davide Addona, classe 1983, cresciuto nel settore giovanile della Reggiana e una esperienza in serie D ai Crocati Parma. «E' un giocatore molto interessante con prospettive importanti - spiega Varini -. Ha saltato solo due gare a inizio stagione ed ha pure risolto con un suo gol la recente trasferta di Carpenedolo».
Il presidente Ruggeri si spinge più in la. «Addona farà carriera - dice - con Bianchi è la migliore coppia di difensori della C2».
Da Castelnovo Monti arriva Francesco Cocconi, nato nel 1984, esterno d'attacco, già da due stagioni a Sanremo, da mesi alle prese con un sacco di problemi per via di alcuni infortuni. «Soda ha grande considerazione di lui - sottolinea Varini - e presto lo metterà alla prova. Sinora ha avuto pochissime opportunità».
I BABY.Molti ricordano anche Francesco Covelli, altro giocatore del 1984, attaccante parmigiano di nascita e di residenza pure lui cresciuto nelle giovanili granata ed approdato successivamente alla Fiorentina che ne detiene la comproprietà con la Sanremese. Cosi come non va dimenticato il portiere vent'enne Rocco Pellegrino, l'anno scorso punto di forza della Primavera della Reggiana.
«Il nostro segreto - spiega Rocco Russo, direttore generale e conosciutissimo a Reggio per la sua attività di concessionario dell'istituto vendite giudiziarie - è quello di seguire una precisa strategia aziendale, con i bilanci in ordine e la politica dei giovani in primo piano».
Primo Bertani