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Capodanno senza allegria, è il tempo del dolore

 ROMA. Feste di piazza annullate, niente fuochi d’artificio e brindisi all’insegna della solidarietà con versamenti via sms in favore delle popolazioni del Sud est asiatico messe in ginocchio dalla furia del maremoto. Il capodanno del 2004 sarà ovunque celebrato in tono minore, segnato dalla ecatombe che il 26 dicembre ha provocato almeno 120 mila morti. Si allunga di ora in ora l’elenco delle amministrazioni comunali che hanno deciso di ridimensionare o cancellare del tutto le ormai tradizionali feste di piazza, devolvendo in molti casi il budget previsto per l’evento in favore delle organizzazioni umanitarie.
 E dopo Bolzano, la prima città ad aver annullato le celebrazioni, devolvendo il finanziamento in aiuti, molte amministrazioni hanno seguito l’esempio. A Torino niente festa in Piazza Castello con Piero Chiambretti. «Sarebbe stato impossibile salire sul palco per cercare di far divertire la gente con la morte nel cuore», racconta Chiambretti.
 Stessa linea a Pisa dove i 20 mila euro raccolti per l’organizzazione della serata saranno devoluti in sottoscrizioni. E a Reggio Calabria. Qui il presidente della Provincia ha inviato una lettera ai 97 sindaci del territorio chiedondogli di rinunciare ai botti di fine anno in favore di un atto concreto di sostegno alle popolazioni asiatiche.
 A Roma, Napoli, Milano e Venezia invece le feste di piazza ci saranno, ma saranno nel segno della fratellanza. «Il modo migliore per dare sostanza al senso di solidarietà che in queste ore è vivissimo nella nostra città credo fosse quello di chiedere alle migliaia di persone che parteciperanno gratuitamente alle iniziative pubbliche di versare un contributo», dice Walter Veltroni, il sindaco. Il comune di Roma che ha già stanziato 50mila euro per i primi interventi di emergenza, ha avviato una raccolta di medicinali su richiesta dell’ambasciatore dello Sri Lanka e devolverà gli incassi del capodanno dei bambini, previsto per sabato, in favore dell’Unicef. Stessa linea a Milano dove non sono stati annullati i concerti in piazza né le piste di pattinaggio sul ghiaccio. «Fermare tutto non sarebbe stato possibile da un punto di vista contrattuale», dichiara l’assessore ai Grandi eventi, Giovanni Bozzetti, confermando la raccolta fondi del Comune. A Bologna invece non ci saranno i balli in piazza Maggiore nè i fuochi d’artificio. Al tradizionale «rogo del Vecchione» seguirà una gara di solidarietà e riflessione su proposta del sindaco Sergio Cofferati. Compatta l’Umbria dove tutte le feste a cominciare da quella in calendario a Perugia saranno senza fuochi d’artificio e all’insegna della pace come aveva proposto il custode della basilica di San Francesco, Vincenzo Coli, ricordando una massima di Francesco: «Beato l’uomo che sostiene il suo prossimo come vorrebbe essere sostenuto dal medesimo se fosse in un caso simile». A Firenze il primo gennaio si terrà, organizzato dalla Comunità di Sant’Egidio, un corteo da piazza Pitti a piazza Duomo per raccogliere aiuti per le vittime del maremoto. Anche a Venezia si svolgeranno regolarmente le feste in piazza. L’amministrazione comunale ha chiesto però agli organizzatori di osservare un minuto di silenzio in ricordo delle vittime dello tsunami e ha attivato una raccolta fondi in favore dei superstiti.
 Gara di solidarietà anche a Bari e Napoli, da sempre la regina del capodanno italiano. Lo spettacolo dei fuochi pirotecnici sul lungomare di Napoli non ci sarà. Lo ha deciso l’amministrazione comunale che ha già stanziato 100mila euro alle popolazioni colpite. In Piazza del Plebiscito, dove si terrà il tradizionale concerto di fine anno, saranno installate delle capanne di plexiglas per ricevere le offerte degli oltre centomila festaioli previsti per la nottata.