Sedotti dai paesaggi di Angelo Davoli

REGGIO. E' andato all'artista reggiano Angelo Davoli il 55º premio Michetti (sezione «mito e realtà») consegnato nei giorni scorsi nella sede della Fondazione Michetti a Palazzo San Domenico a Francavilla al mare (Chieti). Un premio quest'anno dedicato per l'appunto al tema «Mito e Realtà-Uno sguardo ad oriente» in un confronto artistico tra artisti italiani e cinesi.
L'edizione 2004 del premio ha visto impegnati Stefano Zecchi, presidente dell'Accademia di Brera e docente di estetica per la sezione italiana, e Anna Imponente, sovrintendente ai Beni Storici e artistici, per la sezione cinese.
La giuria si è ritrovata d'accordo sulla individuazione dei criteri di valutazione; per la sezione italiana «Mito e realtà» a cura di Stefano Zecchi, la giuria ha messo in evidenza come gli artisti abbiano elaborato opere coerenti al tema assegnato apprezzando inoltre l'apertura alla presenza nutrita di artisti delle ultime generazioni.
Per la sezione «Mito e realtà» il 55º Premio Michetti è stato quindi assegnato ex aequo al reggiano Angelo Davoli, per l'opera Es 35 Struttura, dittico, olio su tela (2002) «per la stringente attualità del tema, paesaggi ed edifici industriali proiettati sul cielo, rappresentati con tecnica pittorica minuziosa ed analitica, in una atmosfera quasi metafisica» e a Marco Cingolani («Il sogno di Nietzsche», olio su tela, 1998) con un quadro in cui la figura di Nietsche, filosofo del mito, viene rivisitata in chiave psicoanalitica con una pittura «di raffinata leggerezza».
Come tradizione i lavori premiati andranno ad arricchire l'importante collezione della Fondazione Michetti che dispone di molte opere d'arte acquisite nel corso delle varie edizioni del Premio. L'esposizione rimarrà aperta al pubblico con ingresso libero fino al 31 agosto.
Un ennesimo riconoscimento, questo di Francavilla a mare, per Angelo Davoli i cui paesaggi industriali e le cui strutture tecnologiche sono spesso più simili ad un clic d'autore che a una tela. Paesaggi industriali che l'anno scorso avevano incantato lo stesso Vittorio Sgarbi che era uscito entusiasta dalla mostra di Davoli allestita alla galleria Annovi di Sassuolo. Una conferma del valore di Davoli che Sgarbi aveva già inserito nella mostra «Il surrealismo padano» a Palazzo Gotico di Piacenza, e in quella della «Pittura fantastica in Italia» al Museo Civico Rivoltella di Trieste.
Assolutamente originale il «percorso» creativo di Angelo Davoli: «Confesso - ha rivelato l'artista - che prima io fotografo il paesaggio che voglio ritrarre, poi in studio lo trasformo con il lavoro artigianale della pittura, aggiungendo quel qualcosa in più che la fotografia non ha». E i risultati non si fanno attendere se è vero, in Italia, Davoli può contare su importanti collezionisti e sia a livello locale che nazionale collabora proficuamente con numerose gallerie d'arte.