Cacciato Cadregari, arriva Bruno Giordano

REGGIO. La favola di Adriano Cadregari termina al secondo paragrafo del secondo capitolo. Una pagina strappata con fragore dalla Reggiana ieri pomeriggio, dopo quattro giorni di schermaglie - gran commedia delle parti - fra il tecnico lombardo e il suo «capo spirituale» Ernesto Foglia che avevano disorientato i tifosi e, questo si, parcheggiato la squadra in una terapeutica sacca di indifferenza, alla vigilia di due sfide salvavita. Ieri Cadregari ha condotto l'allenamento come se niente fosse. Poi se n'è andato come se niente fosse.
Un bengala laconico ma abbagliante, sparato in rete quasi al tramonto dal bunker del Giglio, ha sbiancato volti e fatto tremare polsi: La Reggiana, in vista dell'importante appuntamento dei play out, ha ritenuto opportuno sollevare dall'incarico di allenatore della prima squadra Adriano Cadrgeari a cui va il sincero ringraziamento per la professionalità e l'impegno profusi a favore della Reggiana e per l'attaccamento mostrato nei confronti della società in questi anni di lavoro comune. La società ha affidato l'incarico di allenatore a Bruno Giordano e quello di direttore sportivo a Marco Valentini».
Doppio mandato.Ferma un attimo: direttore sportivo? Nel comunicato granata mancano i baci e gli abbracci a Giuliano Fiorini che, latitante ormai da mesi, è dunque da ritenere cacciato senza l'onore delle armi. La scelta di affidare un ruolo cosi delicato al ventottenne Valentini, maceratese come Giandomenico, che ha preso il patentino di direttore sportivo da qualche mese e non ha mai fatto questo mestiere, va oltre l'ordinaria amministrazione di un momento drammatico per la squadra e la società.
Guarda già all'anno prossimo, a quella programmazione che Cadregari avrebbe desiderato governare, forse come la volpe con l'uva, ha giudicato «inesistente».
Valentini è da tre anni un osservatore della Juventus: orbita Gea, insomma, come uomo Gea è lo stesso Giordano. La Reggiana ha compiuto la mossa estrema con una certa logica che probabilmente anticipa di un paio di mesi quel che la società avrebbe comunque avviato. Senza Cadregari e questo spiega la fretta del divorzio.
«Eccomi».Dai Parioli a Mancasale: Bruno Giordano si è messo in macchina ieri sera alle nove, direzione Reggio. «Vengo grazie all'amicizia che mi lega a Foglia - spiega il nuovo tecnico granata - e perché Reggio Emilia è una piazza importante. Farò di tutto per poter lasciare la Reggiana in C1 e magari continuare poi il mio rapporto con questa nuova realtà che mi onora e mi affascina».
Il vecchio Bruno, immensa bandiera di Lazio e Napoli che nemmeno il tornado del calcio-scommesse riusci a lacerare, non si illude: «Dovremo restare tutti uniti, dico tutti. Chiaro che a livello tattico non ci sarà tempo che per affinare quel che la squadra sa fare meglio, ma conteranno le motivazioni, il cuore, la voglia di combattere fino all'ultimo minuto e all'ultimo grammo di energia. Tutti insieme, fin quando ci sarà il fiato per stare dritti».
Giordano è pronto a salire su un cavallo scosso, ad accarezzargli la criniera, a ridargli orgoglio e vitalità: «I play out li ho già fatti con l'Ancona, contro il Foggia - ricorda il tecnico romano - e so che sono una battaglia di nervi. Foglia ha fatto bene a responsabilizzare i giocatori: sono, anzi siamo tutti fondamentali di fronte alla lotta per la sopravvivenza in C1».
Il nuovo trainer ha lasciato nella capitale la moglie Susanna e i figli Marco e Rocco, di 17 e 9 anni. Spera di portarli a Reggio a luglio, spera di esserci ancora lui, al timone.