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Fiat Auto, i conti non tornano

 MILANO. Migliorano i conti della Fiat anche se il mercato si aspettava qualcosa in più dalla terapia Morchio. In particolare deludono i dati del settore auto. Nel terzo trimestre le perdite di Fiat Auto sono state di 314 milioni di euro, in miglioramento rispetto ai 340 milioni dello stesso periodo 2002. Nel complesso, l’intero gruppo chiude il trimestre in rosso per 145 milioni di euro contro perdite per 479 milioni nello stesso periodo dell’anno scorso. E chiudono in rosso anche i primi 9 mesi dell’anno (882 milioni contro i 1.282 milioni dei primi 9 mesi 2002). Infine scende l’indebitamento: da 4.812 milioni di euro di fine giugno a 2.952 milioni al 3 settembre scorso. L’azienda, in una nota, spiega che «il 2003 resta un anno difficile, di transizione».
 L’azienda comunque ribadisce l’obiettivo di raggiungere il pareggio nel 2005. Nonostante i conti leggermente migliori, continua il calo delle vendite di auto. Nel terzo trimestre sono state vendute 362 mila automobili (-6,8% sullo stesso periodo 2002). Fiat spiega questa variazione con il passaggio da vecchi a nuovi modelli. «Ypsilon e Panda - dicono - sono arrivate solo a metà settembre e hanno inciso ben poco sulle immatricolazioni del trimestre». In calo anche le vendite di veicoli commerciali. In rosso pure i conti di Iveco (2 milioni di euro di perdite contro un attivo di 27 milioni l’anno scorso) che vede scendere anche in fatturato (-17,4%). Va bene solo la Ferrari che però vede un risultato operativo in forte calo rispetto al 2002.
 Davanti a queste cifre, l’amministratore delegato Giuseppe Morchio vede comunque margini di ripresa, grazie all’effetto dei nuovi modelli «che registrano l’apprezzamento della clientela». Lo stesso Morchio spiega che Fiat è disponibile a versare un altro milione di euro nelle casse del settore auto, ma aggiunge che la società nei primi 9 mesi ha perso 50 milioni di euro in Brasile (a causa della competizione molto forte).
 Per i sindacati «la parte più pericolosa della crisi Fiat è forse alle spalle, ma non significa che sia finita». «Si vedrà nei prossimi 2 anni - dice la Cisl - se i modelli previsti avranno sucesso». Di fronte alle cifre negative la Borsa ha punito il titolo Fiat, arrivato a perdere anche il 3% per poi recuperare nel finale a 6,735 euro (-1,05%).
 Le Borse europee. In Piazza Affari il Mib30 sale dello 0,10%. Parigi -0,42%, Londra -0,31%, Zurigo -0,23%, Francoforte +0,20%. A due ore dalla chiusura, Dow Jones a +0,12% e Nasdaq invariato.
 Settimana positiva. Al termine delle cinque sedute il Mib30 guadagna il 2,35% e così rialza la testa dopo il tonfo della settimana scorsa. A trainare il listino soprattutto i titoli bancari: Capitalia +6,48%, Intesa +7,13%, Bnl +5,26%, Antonveneta +5,02%, Monte Paschi +5%, Popolare Verona Novara +5,36%, San Paolo +5%, Fideuram +4,35% e Mediolanum +4,56%. Acquisti anche su StMicroelectronics (+4,75%) e su Luxottica (+4,58%). In ombra i telefonici. Stabile Enel nonostante il collocamento-lampo del 6,6% effettuato dal Tesoro. (g.f.)