Manovra, Borghi (Commissione Bilancio): "Porteremo il deficit al 2,5%"

video "Io non ho mai sentito dire a Tria ilnumero 1,6". E' Claudio Borghi, presidente della Commissione Bilancio della Camera, a spiegarlo dai microfoni di 'Circo Massimo' su Radio Capital. "Non capisco neanche bene - puntualizza l'esponente leghista intervistato da Massimo Giannini - quale sia la genesi di quel numero. Stiamo confondendo il numero del Def con la legge di Bilancio. Secondo me, ex ante, un numero vicino al 2,5 porterà come risultato una percentuale più bassa. Se mettendo un po' di denaro in circolo aumenterà la crescita, e quindi il Pil, ex post il rapporto deficit-Pil sarà più basso. Con il 2,5 e una credibile politica di crescita, i mercati resteranno tranquilli". Il resposabile economico della Lega nega poi che con l'aumento del debito lo spread tornerebbe a impennarsi: "Secondo me non c'è alcuna relazione fra debito e spread. I primi Paesi che ebbero a che fare con lo spread nel 2011, come Irlanda e Spagna, non avevano debito".

Ue, Borghi: "Moscovici? E' questa Europa un problema per l'Italia"

video Il presidente della Commissione Bilancio della Camera ed esponente di punta della Lega Claudio Borghi risponde al commissario Ue agli Affari Economici Pierre Moscovici che ha definito l'Italia un problema per la zona euro. Borghi parla a margine dell'audizione in parlamento di un altro commissario europeo, quello al bilancio Oettinger, che ha richiamato l'Italia al rispetto degli impegni su deficit e debito."La lezione non richiesta che ci è stata data oggi deriva da un'istituzione che in passato non ha saputo fare il suo lavoro, ma è un atteggiamento che durerà poco perché verrà modificato dalle elezioni europee", dice Borghi. di Marco Billeci

Regione Sicilia, dirigente Riscossione attacca i deputati: "Qui una politica infiltrata". E viene cacciato dall'Ars

video “Anche in questo palazzo c’è una parte della politica infiltrata, non siamo in Svezia”. Non appena il presidente di Riscossione Sicilia Antonio Fiumefreddo ha detto questa frase davanti ai deputati della commissione Bilancio dall’Ars è successo il finimondo, con urla, qualche parola grossa e il presidente della commissione Vincenzo Vinciullo che lo invita a uscire dal Palazzo. Epilogo di una seduta ad alta tensione facilmente prevedibile, dopo gli scontri fortissimi tra Fiumefreddo e il presidente dell’Ars Giovanni Ardizzone sui deputati morosi e il caso delle cartelle di tre deputati (Nello Musumeci, Raffaele Nicotra e Nino D’Asero) che sarebbero state chiuse in maniera non regolare da alcuni dipendenti adesso indagati dalla procura di Catania: “Un attacco della mafia dall’antimafia” aveva tuonato Musumeci. Così in questo clima, la commissione Bilancio si è trasformata in un ring. “Stia zitto, se no non diamo una lira alla sua società. Decida cosa fare, se politica oppure polemica”, dice il deputato Salvatore Lentini, e Fiumefreddo ribatte: “La denuncio per estorsione, anzi, si mette a verbale che la denuncio”. "Lei è venuto qui per provocare – ribatte Vinciullo - portatelo via". Uscendo Fiumefreddo grida allo scandalo: “Mi hanno buttato fuori, sono stato preso fisicamente da alcuni assistenti che si sono persino frapposti tra me e Vinciullo che inveiva e che voleva arrivare alle mani”. (Antonio Fraschilla, video Giorgio Ruta)

Deposito gas: il governo conferma il no

Mentre una delegazione del comitato “No Gas a Rivara” ha partecipato ad una manifestazione a Cremona, il senatore del Pd, Stefano Vaccari, ha strappato al governo una specifica riguardo lo stoccaggio gas, che dovrebbe superare i dubbi legati alla liberalizzazione dello Sblocca Italia. «Anc