Pd: Cuperlo "Renzi sta indebolendo Martina", Boccia "Matteo sia generoso e aiuti unità"

video "Dopo la riunione cha ha convocato a fine consultazioni dico che se Renzi ha cambiato opinione e ritiene di dover assolvere a un ruolo di direzione politica in una sorta di cammino parallelo al segretario reggente, questo rischia di indebolire il Pd e Martina. Se ha cambiato idea su questo punto venga in assemblea e lo ascolteremo con attenzione". Cosi Gianni Cuperlo prendendo parte al convegno 'Sinistra anno zero' organizzato al Centro Cavour di Roma. A fargli eco Francesco Boccia, di Fronte Dem: "Faccio un appello a Matteo Renzi perché continuo a pensare che una parte consistente del Pd lo ha votato, oggi il partito ha bisogno della sua generosità e del suo appoggio per l'unità”. Video di Cristina Pantaleoni

M5s, votato nuovo regolamento: ''Tutti i poteri a Di Maio? Siamo in linea con il codice etico''

video Camere, votato il nuovo regolamento interno ai gruppi del M5s, ma molti sono i punti dolenti che hanno portato tre parlamentari a non dare il proprio consenso, primo fra tutti la concentrazione nelle mani del capo politico, Luigi Di Maio, di gran parte delle decisioni su nomine e comunicazione. Per i deputati pentastellati Simone Valente e Laura Castelli, il regolamento "Ricalca il codice etico votato da noi parlamentari", affermano. "Penso che quando al centro si mette il buonsenso e i principi che ci siamo dati, i regolamenti debbano passare in secondo piano", sostiene Valente. Sul rischio di ritrovarsi con "l'uomo solo al comando", da sempre cavallo di battaglia del M5s contro il Pd a guida Matteo Renzi, Valente risponde: "Ci affidiamo molto ai capigruppo di Camera e Senato, ed è ovvio che loro si relazionano con Luigi Di Maio che fa delle scelte quindi la fiducia è massima in questa direzione."di Martina Martelloni

Senato, quella stretta di mano "bellicosa" tra Renzi e Taverna

video Si sono incrociati poco prima che la senatrice pentastellata entrasse nel seggio per votare il presidente del Senato. Il neosenatore Pd Matteo Renzi, al secondo giorno di Palazzo Madama, e l’ormai veterana Paola Taverna si sono dati una stretta di mano che è sembrata di sfida più che un gesto cordiale. L'incontro ravvicinato nell’emiciclo, poi un lungo incrocio di sguardi, infine Renzi ha allungato il braccio e i due hanno scambiato qualche parola per poi darsi le spalle e ignorarsi. video di Cristina Pantaleoni e Marco Billeci

Senato, Renzi e Salvini scherzano in aula ma senza stringersi la mano

video Scambio di battute nell'aula di Palazzo Madama tra i due neosenatori "big" Matteo Salvini e Matteo Renzi. Scendendo dai banchi della Lega per raggiungere il seggio, Salvini si è fermato a salutare il capannello dei Dem al primo banco che comprende anche l'ex-premier. I due si sono scambiati alcune battute dal tono evidentemente scherzoso, e Salvini ha stretto la mano alle senatrici Monica Cirinnà, Valeria Fedeli e Roberta Pinotti.di Cristina Pantaleoni e Marco Billeci

Senato, Matteo vs Matteo: il debutto di Renzi e Salvini a Palazzo Madama

video Il primo giorno della diciottesima legislatura segna il debutto di due senatori destinati a catalizzare buona parte dell'attenzione dei media: l'ex premier e segretario del Pd Matteo Renzi e il leader della Lega Matteo Salvini. Durante la prima votazione per la presidenza del Senato, Renzi appare più ciarliero e sorridente, passa quasi tutto il tempo della chiama in aula attorniato dai suoi fedelissimi e scambia qualche parola anche con alcuni "avversari" politici, da Bossi a Romani, ignorando invece i parlamentari M5S. Salvini -  più cupo e pensieroso - si accomoda invece tra i banchi del Carroccio e si limita a rapidi colloqui con gli esponenti delle formazioni alleate del centrodestra. Ecco il videoconfronto a distanza del primo giorno dei due neo senatori.di Marco Billeci e Cristina Pantaleoni

Pd, Orfini: "Referendum tra gli iscritti? Possibile ma non necessario. Faremo opposizione"

video "E' previsto dal nostro statuto che su alcune questioni di grande importanza possa svolgersi un referendum tra gli iscritti. Se dovesse essere necessario, si potrebbe fare. Io onestamente non credo ce ne sia la necessità in questo caso. Faremo opposizione, anche se qualche dirigente del Pd - ma non mi riferisco a Rosato -dopo aver votato ha cominciato a fare ipotesi diverse", così si è espresso Matteo Orfini commentando le parole di Ettore Rosato su un possibile referendum sul ruolo che il Pd debba svolgere. Il presidente dell'assemblea Pd ha poi confermato le dimissioni di tutta la classe dirigente del partito come conseguenza all'uscita di scena di Matteo Renzi da segretario.di Martina Martelloni

Pd, al Nazareno nessuno (tranne Emiliano) vuole le primarie: "Basta sforzi per i militanti"

video All'ingresso della direzione del Pd nessuno dei rappresentanti delle diverse aree dem sembra propenso a primarie in tempi brevi per scegliere un nuovo segretario. Eppure all'indomani della sconfitta elettorale, era stato lo stesso leader uscente Matteo Renzi a dire che non ci sarebbe stato un segretario "scelto dai caminetti", ma legittimato dalle primarie. "Meglio non andare a chiedere nuovi sforzi ai militanti", afferma il renziano Sandro Gozi. "Bisogna avere un gruppo dirigente plurale che accompagni questa fase di transizione e trovare un segretrio unitario", gli fa eco l'esponente della minoranza Cesare Damiano. Unico bastian contrario, il governatore della Puglia Michele Emiliano. "Penso che sia impossibile per il Pd fare a meno delle primarie - afferma -, altrimenti quello nuovo sarebbe un segretario di serie B senza legittimazione".di Francesco Giovannetti

Roma, Calenda mostra la tessera del Pd: "Non la straccerò perché non ci sarà alleanza con il M5S"

video Carlo Calenda, al termine dell'incontro con gli iscritti del circolo Pd Centro Storico di Roma, commenta: "Non voglio parlare di primarie, è stato una riunione molto bella" - e poi aggiunge - "Spero che la Lega abbia cambiato modo di essere ma comunque abbiamo visto atteggiamenti pericolosi, i 5stelle hanno una proposta di fuga dalla realtà, è un'idea che può rassicurare ma è esattamente l'opposto dell'idea di responsabilità che ha avuto il Pd in questi anni" . Infine il ministro ha mostrato ai giornalisti la tessera del Pd: "Non la straccerò perché il Pd non farà un'alleanza con il M5S, e sono molto fiero che ci sia sopra la firma di Matteo Renzi"di Livia Crisafi

Renzi story: ascesa e declino in 9 anni

video La sua rapidissima cavalcata politica sembrava inarrestabile. Dalla provincia di Firenze a Palazzo Vecchio, dal Nazareno a Palazzo Chigi. La sconfitta al referendum istutizionale del 5 dicembre 2016 segna invece l'inizio del declino per Matteo Renzi, l'ex campione della rottamazione che si è dimesso dalla segreteria del Pd dopo la rovina del partito alle elezioni del 4 marzo 2018. Ecco alcuni passaggi salienti di questa storia (a cura di Danilo Fastelli)

Elezioni, Orlando a 'Circo Massimo': ''Renzi parla di intese con M5s per tacere sulla disfatta''

video "Mi pare si provi a parlare" di intesa coi cinque stelle, come fa Matteo Renzi, "per non fare una discussione su un risultato che è stato drammatico". Così il ministro della giustizia Andrea Orlando, ospite di Radio Capital nel programma condotto da Massimo Gianni e Jean Paul Bellotto. E aggiunge: "Ciò di cui bisogna parlare è cosa fare dopo una disfatta storica".