Pd, renziani in cerca di un candidato e Giachetti attacca: "Tutti d'accordo per rinviare il congresso"

video Il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, ha annunciato la propria candidatura al congresso del Pd da tempo. L'ex ministro allo Sviluppo Economico, Carlo Calenda, ha dimostrato un certo attivismo con il suo manifesto per il 'Fronte Repubblicano'. E così chi al momento resta senza un proprio candidato apertamente in campo è l'area dem che fa capo all'ex premier Matteo Renzi. Graziano Delrio infatti non ha ancora ceduto alle lusinghe dei renziani. "Vai con la seconda domanda", scherza lui con i giornalisti che gli chiedono se abbia deciso di sciogliere la riserva. "Delrio può rappresentare valori e principi molto vicini a quelli di Renzi e molto vicini a un pezzo largo della sinistra italiana", lo incoraggia Emanuele Fiano. Ma per avere un nome ci vorrà del tempo, visto che l'assemblea Pd ha avviato una fase congressuale che si concluderà solamente nei primi mesi del 2019. "Qui sono tutti d'accordo nel non fare subito il congresso - attacca Roberto Giachetti -. Ho la sensazione che vogliano sapere prima capire chi vince il congresso e poi farlo". di Francesco Giovannetti

Grecia fuori dalla crisi, Tsipras mantiene la promessa: indossa la cravatta

video Alexis Tsipras festeggia la fine del memorandum tra la Grecia e i creditori internazionali, indossando per la prima volta una cravatta bordeaux, intervenendo davanti ai deputati della sua coalizione di governo. "Le promesse vanno mantenute, non posso evitarlo. È un po' scomoda, ma alla fine dovrò mettermi la cravatta" scherza il primo ministro ellenico. Tsipras aveva detto infatti, all'inizio del suo primo mandato da premier, che avrebbe messo la cravatta solo quando la Grecia avesse risolto il problema del debito. Nel corso degli anni, molti colleghi europei gli avevano regalato cravatte, tra cui Matteo Renzi. Alla fine Tsipras conclude il discorso togliendosi nuovamente la cravatta: "Ho mantenuto la promessa e l'ho indossata, ma in tutti questi anni ho dato battaglia senza indossare una cravatta". Video Facebook Alexis Tsipras

Scuola, il ministro Bussetti: ''Bonus cultura per i diciottenni? Positivo se incentiva il merito''

video "Ben venga qualsiasi iniziativa se si tratta di un incentivo per chi si impegna quotidianamente". A dirlo a ‘Circo Massimo’ - intervistato da Massimo Giannini e Jean Paul Bellotto - è il nuovo ministro dell’Istruzione Marco Bussetti, in merito al bonus da 500 euro per i diciottenni voluto dall'ex premier Matteo Renzi e che il ministro dei Beni culturali Alberto Bonisoli vorrebbe abolire. Ai microfoni di Radio Capital, Bussetti fa sapere di non voler smantellare l'intero impianto della 'Buona scuola'. "L’alternanza scuola-lavoro - ha aggiunto il titolare del Miur - è stata per tanti aspetti un’esperienza positiva, andrebbe però migliorata permettendo anche un monte minimo di ore, oltre che uno massimo: deve essere un’opportunità, non un dovere".

Governo Conte, Renzi contro ministra Trenta: "La convocheremo al Copasir"

video “Voi oggi siete il potere, l’establishment, non avete più alibi”. A dirlo è Matteo Renzi nel corso del suo intervento al Senato, motivando il ‘No’ del Pd alla fiducia al governo guidato da Giuseppe Conte. “In questi 89 giorni di stallo politico, sottolinea Renzi, è cambiato il vocabolario: quello che nella passata legislatura era il governo dei non eletti, adesso è il governo dei cittadini. L’inciucio si deve chiamare contratto, il condono è diventato pace fiscale. Come primo atto – ha aggiunto l’ex premier - convocheremo la ministra della Difesa Elisabetta Trenta al Copasir per chiarire dei punti che lei conosce".

Assemblea Pd, sfogo della pasionaria romana: "Al congresso nun me chiamate"

video Ha scosso l'assemblea del Pd l'intervento appassionato di Pina Cocci, delegata romana di Tor Bella Monaca, che ha sbottato: "Io ora me ne vado. Consegno la delega al presidente. Ma noi dovremo fare un congresso e se stiamo messi così come stiamo messi oggi, nun me chiamate". Salita sul palco con la sua sedia a rotelle, ha contestato la decisione di non far parlare Matteo Renzi: "Non sono renziana - ha detto - ma questa è mancanza di democrazia in un partito che si dice democratico" L'articolo su Repubblica.it

Pd, Orfini propone il cambio di odg dell'assemblea: fischi e contestazioni dai delegati

video Quando il presidente del Pd Matteo Orfini ha proposto un cambiamento nell'ordine del giorno dell'assemblea dem per posticipare l'analisi della sconfitta e la relazione del segretario dimissionario Matteo Renzi alla prossima, da parte di una parte dei delegati presenti si sono levati fischi e cori di protesta. La proposta di Orfini e della presidenza è stata quindi votata e accettata con 397 voti favorevoli, 221 contrari e 6 astenuti.di Francesco Giovannetti

Sinistra, Bersani: "Con Pd si può dialogare, ma deve tornare a strapparsi la giacca"

video Con una metafora, Pier Luigi Bersani, a margine di un evento di Art.1-Mdp a Roma, non chiude la porta al dialogo con il Partito Democratico in vista della ricostruzione del centrosinistra. "È ora che chiunque si ritenga di sinistra, si renda conto di quale sfida abbiamo davanti e ci sia la disponibilità a ragionare senza egoismi di sigle - ha detto Bersani -. Però bisogna cambiare, bisogna strapparsi un po' la giacca". Presenti all'evento anche due esponenti della minoranza dem, Gianni Cuperlo e il ministro della Giustizia Andrea Orlando, entrambi favorevoli a riallacciare i rapporti con gli ex compagni di partito. "Non basterà rimettere insieme i pezzi, ognuno deve riflettere su come cambiare la propria cultura politica", ha detto Orlando. "Matteo Renzi aprirà la prossima assemblea Pd? Il problema non è quando Renzi parla - ha concluso Cuperlo -, ma cosa Renzi dice".di Francesco Giovannetti

Pd, Guerini: ''Piena fiducia in Martina, ma si faccia presto l'assemblea''

video "Ho voluto indicare l'esigenza di evitare una conta interna al partito che non serve a nessuno". A dirlo è il deputato e coordinatore della segreteria nazionale del Pd Lorenzo Guerini, spiegando le ragioni del documento da lui redatto e firmato da circa 120 parlamentari considerati vicini all'ex segretario Matteo Renzi. Nel testo si ribadisce il 'no' a qualsiasi trattativa con il Movimento 5 Stelle per la formazione di un governo e si chiede che la direzione dei dem si chiuda senza votazioni. Per i non renziani, invece, il documento è un modo per valutare il peso delle truppe fedeli a Renzi e indebolire il ruolo del segretario reggente Maurizio Martina. Guerini nega questa ipotesi e spiega: "Penso che entro maggio si terrà l'assemblea che deciderà se eleggere un nuovo segretario o andare a congresso". di Marco Billeci e Francesco Giovannetti

Documento contro accordo Pd-M5S, Faraone: ''È ecumenico''; Boccia: ''Irrispettoso della direzione''

video Alla vigilia della direzione del Pd, fa discutere il documento firmato da oltre cento parlamentari vicini all'ex segretario Matteo Renzi - tra cui i capigruppo Graziano Delrio e Andrea Marcucci - in cui si ribadisce il 'no' a qualsiasi ipotesi di accordo con il Movimento 5 stelle. Il deputato della minoranza Pd Francesco Boccia sottolinea: "Prima con un'intervista televisiva e poi con questo documento, Renzi prende in ostaggio l'intera comunità del Partito democratico e pretende di dare una risposta al capo dello Stato, come se non esistessero gli organismi di partito". Ribatte il senatore renziano Davide Faraone: "Il nostro documento ribadisce solo il rispetto della volontà degli elettori". E sull'ipotesi che il segretario reggente Maurizio Martina - criticato dai renziani per le sue aperture al Movimento - chieda in direzione un voto di fiducia sul suo ruolo, Faraone afferma: "Non è in discussione la fiducia su Martina. Ascolteremo la sua relazione e vedremo" video di Marco Billeci

Pd: Cuperlo "Renzi sta indebolendo Martina", Boccia "Matteo sia generoso e aiuti unità"

video "Dopo la riunione cha ha convocato a fine consultazioni dico che se Renzi ha cambiato opinione e ritiene di dover assolvere a un ruolo di direzione politica in una sorta di cammino parallelo al segretario reggente, questo rischia di indebolire il Pd e Martina. Se ha cambiato idea su questo punto venga in assemblea e lo ascolteremo con attenzione". Cosi Gianni Cuperlo prendendo parte al convegno 'Sinistra anno zero' organizzato al Centro Cavour di Roma. A fargli eco Francesco Boccia, di Fronte Dem: "Faccio un appello a Matteo Renzi perché continuo a pensare che una parte consistente del Pd lo ha votato, oggi il partito ha bisogno della sua generosità e del suo appoggio per l'unità”. Video di Cristina Pantaleoni

M5s, votato nuovo regolamento: ''Tutti i poteri a Di Maio? Siamo in linea con il codice etico''

video Camere, votato il nuovo regolamento interno ai gruppi del M5s, ma molti sono i punti dolenti che hanno portato tre parlamentari a non dare il proprio consenso, primo fra tutti la concentrazione nelle mani del capo politico, Luigi Di Maio, di gran parte delle decisioni su nomine e comunicazione. Per i deputati pentastellati Simone Valente e Laura Castelli, il regolamento "Ricalca il codice etico votato da noi parlamentari", affermano. "Penso che quando al centro si mette il buonsenso e i principi che ci siamo dati, i regolamenti debbano passare in secondo piano", sostiene Valente. Sul rischio di ritrovarsi con "l'uomo solo al comando", da sempre cavallo di battaglia del M5s contro il Pd a guida Matteo Renzi, Valente risponde: "Ci affidiamo molto ai capigruppo di Camera e Senato, ed è ovvio che loro si relazionano con Luigi Di Maio che fa delle scelte quindi la fiducia è massima in questa direzione."di Martina Martelloni

Senato, quella stretta di mano "bellicosa" tra Renzi e Taverna

video Si sono incrociati poco prima che la senatrice pentastellata entrasse nel seggio per votare il presidente del Senato. Il neosenatore Pd Matteo Renzi, al secondo giorno di Palazzo Madama, e l’ormai veterana Paola Taverna si sono dati una stretta di mano che è sembrata di sfida più che un gesto cordiale. L'incontro ravvicinato nell’emiciclo, poi un lungo incrocio di sguardi, infine Renzi ha allungato il braccio e i due hanno scambiato qualche parola per poi darsi le spalle e ignorarsi. video di Cristina Pantaleoni e Marco Billeci

Senato, Renzi e Salvini scherzano in aula ma senza stringersi la mano

video Scambio di battute nell'aula di Palazzo Madama tra i due neosenatori "big" Matteo Salvini e Matteo Renzi. Scendendo dai banchi della Lega per raggiungere il seggio, Salvini si è fermato a salutare il capannello dei Dem al primo banco che comprende anche l'ex-premier. I due si sono scambiati alcune battute dal tono evidentemente scherzoso, e Salvini ha stretto la mano alle senatrici Monica Cirinnà, Valeria Fedeli e Roberta Pinotti.di Cristina Pantaleoni e Marco Billeci

Senato, Matteo vs Matteo: il debutto di Renzi e Salvini a Palazzo Madama

video Il primo giorno della diciottesima legislatura segna il debutto di due senatori destinati a catalizzare buona parte dell'attenzione dei media: l'ex premier e segretario del Pd Matteo Renzi e il leader della Lega Matteo Salvini. Durante la prima votazione per la presidenza del Senato, Renzi appare più ciarliero e sorridente, passa quasi tutto il tempo della chiama in aula attorniato dai suoi fedelissimi e scambia qualche parola anche con alcuni "avversari" politici, da Bossi a Romani, ignorando invece i parlamentari M5S. Salvini -  più cupo e pensieroso - si accomoda invece tra i banchi del Carroccio e si limita a rapidi colloqui con gli esponenti delle formazioni alleate del centrodestra. Ecco il videoconfronto a distanza del primo giorno dei due neo senatori.di Marco Billeci e Cristina Pantaleoni

Pd, Orfini: "Referendum tra gli iscritti? Possibile ma non necessario. Faremo opposizione"

video "E' previsto dal nostro statuto che su alcune questioni di grande importanza possa svolgersi un referendum tra gli iscritti. Se dovesse essere necessario, si potrebbe fare. Io onestamente non credo ce ne sia la necessità in questo caso. Faremo opposizione, anche se qualche dirigente del Pd - ma non mi riferisco a Rosato -dopo aver votato ha cominciato a fare ipotesi diverse", così si è espresso Matteo Orfini commentando le parole di Ettore Rosato su un possibile referendum sul ruolo che il Pd debba svolgere. Il presidente dell'assemblea Pd ha poi confermato le dimissioni di tutta la classe dirigente del partito come conseguenza all'uscita di scena di Matteo Renzi da segretario.di Martina Martelloni