Concordia, cento nuclei familiari che devono rientrare a casa dopo il sisma

video Il sindaco di Concordia Luca Prandini ha ricordato come ci siano ancora «circa cento nuclei familiari nelle seconde case che attendono di rientrare». Il collega Maino Benatti ha replicato che «ci sono 286 famiglie ancora fuori casa». Entrambi hanno tracciato una road map dei lavori, ringraziando le forze dell’ordine e i volontari. A Concordia gli studenti hanno potuto conoscere da vicino la Croce Rossa Italiana, l’attività di prevenzione sismica e gli interventi di soccorso. Una medicina per le anime ferite è stata fornita dal canto. Gli studenti di Concordia hanno terminato la cerimonia sulle note dell’Inno alla Gioia di Beethoven, l’inno europeo. I pari età mirandolesi ne hanno proposto una versione italiana in un originale mix con l’Inno di Mameli. L’inno nazionale è stato cantato da una studentessa mentre tutti erano in piedi, come non avvenuto invece in piazza 29 maggio. In serata la musica a Concordia è proseguita con un concerto della Filarmonica. A Mirandola la lettura delle poesie è stata preceduta dalla melodia di “What a wonderful world”. Una canzone scelta dai ragazzi per testimoniare che, nonostante tutto, «il mondo resta meraviglioso». Video di Benito Benevento La cronaca

La Bassa si ferma per ricordare i morti del sisma

video MIRANDOLA. Le voci di giovani di terza media sono risuonate a Concordia in piazza 29 maggio, scelta come luogo simbolo per la commemorazione. «Sono stati giorni duri, passati tra le macerie - ha garantito una studentessa - ma non ci siamo lasciati sopraffare dalla sofferenza, superando il momento con grande determinazione e voglia di andare avanti». «Abbiamo imparato a non arrendersi mai - ha fatto eco una compagna - anche quando il petto era schiacciato dal peso della sofferenza la speranza ardeva». «Noi concordiesi non abbiamo perso la speranza di ricominciare». Speranza è una virtù ricorrente nelle poesie realizzate dagli studenti della scuola media Montanari di Mirandola. Le hanno lette dopo il ricordo ufficiale nel cortile dell’istituto. «La speranza rinasce, le luci si riaccendono - ha scritto una studentessa di seconda - e allora vedi Mirandola risorgere. Invincibile». «Ci vuole un terremoto forse… a farci capire che mettendo insieme le forze possiamo arrivare dove vogliamo», ha criticato una compagna di terza. «Che bella è tornata la città dove son nata», ha esordito una terza studentessa. Non è ancora così negli edifici pubblici e nemmeno nelle case. Il sindaco di Concordia Luca Prandini ha ricordato come ci siano ancora «circa cento nuclei familiari nelle seconde case che attendono di rientrare». Il collega Maino Benatti ha replicato che «ci sono 286 famiglie ancora fuori casa». Video di Benito Benevento La cronaca