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MODENA. «Sono stata più volte a parlare con il procuratore capo di Modena Giovagnoli. L'ho trovato persona attenta e competente ma, com'è giusto che sia, gli accertamenti saranno svolti solo se sapremo fornire agli investigatori elementi probatori che possano suffragare le nostre segnalazioni». Patrizia Micai, l'avvocato cui si sono rivolte oggi tante vittime della vicenda Veleno, ritorna così sulla richiesta di aprire nuove indagini.«Come ho già avuto modo di dire, ci sono persone che sono decedute di dolore per le accuse infondate che venivano loro mosse. Penso a Don Giorgio, ma anche a Delfino Covezzi: l'impegno è di fornire la necessaria documentazione medica e testimoniale che certifichi come il loro stato di salute fosse gravemente compromesso e peggiorato dalle accuse».Avvocato, puntate all'accusa di omicidio?«Non mi sovrappongo certo alle valutazioni che vorrà fare la Procura. Ma se verrà compreso come si trattasse di accuse forzate e fantasiose, e come da quelle accuse sia derivato il decesso di quelle persone, noi avremo fatto la nostra parte».E di quanti casi si tratta?«Diciamo che nel complesso potremmo presentare sei o sette esposti. Tenga presente che c'è anche il reato di tortura, che non è solo quella fisica. Infliggere sofferenze inaudite sul piano psicologico oggi è riconosciuto equivalga alla tortura. Comunque calma, lasciamo lavorare il procuratore e i suoi collaboratori...». --A.Se.