Violenti scontri a Derry Giornalista uccisa durante una sparatoria

roma. «Derry, questa notte. Follia totale». Un ultimo tweet, sullo sfondo di una foto scattata per documentare l'improvviso ritorno di fiamma della violenza in Irlanda del Nord, prima del proiettile mortale. È finita così la vita di Lyra McKee, coraggiosa giornalista free lance di 29 anni e attivista gay, uccisa a tarda serata giovedì, in una sparatoria innescata dal moto di reazione di strada alla perquisizione delle abitazioni di alcuni sospetti identificati dalla polizia come potenziali «terroristi della New Ira». Un episodio che riaccende i riflettori della paura su ciò che resta del conflitto nordirlandese: alla vigilia della commemorazione repubblicana della storica repressione della "Rivolta di Pasqua" del 1916 e nel pieno delle più recenti fibrillazioni politiche sul confine legate alla Brexit. Teatro della vicenda è stato il complesso di Creggan, cuore di tenebra di Derry (o Londonderry, come si ostinano a chiamarla unionisti e inglesi), un caseggiato che fu in passato al centro delle violenze nella stagione insanguinata dei "troubles". Un luogo simbolo, off-limits negli anni '70 e'80 per le forze britanniche e a lungo sotto il pieno dominio della guerriglia, dove giovedì sera alcune pattuglie hanno fatto irruzione per una serie di controlli nell'ambito delle indagini sull'esplosione di un'autobomba avvenuta in città a gennaio. Un'operazione alla caccia d'irriducibili nostalgici della lotta armata, cui una parte del vicinato ha reagito scatenando una notte di disordini, fra bombe molotov, auto incendiate e spari. Fino all'arrivo dei corpi speciali e al conflitto a fuoco vero e proprio, ingaggiato da persone a volto coperto con gli agenti. E a quel colpo fatale che ha raggiunto McKee riparata dietro un fuoristrada della polizia per raccontare da vicino quanto stava accadendo. Un colpo che ha ferito mortalmente la giovare reporter, deceduta in ospedale poco dopo il ricovero. La prima giornalista uccisa nel Regno Unito dal 2001. Per la polizia non ci sono dubbi: «Crediamo si tratti di un atto terroristico portato di violenti dissidenti repubblicani», ha detto Mark Hamilton, numero due del comando delle forze dell'ordine in Irlanda del Nord. «La nostra valutazione è che dietro ci sia New Ira», ha proseguito Hamilton. Vale a dire la sigla nata nel 2012 per radunare gli eredi delle frange più oltranziste separatesi a suo tempo dalla vecchia Provisional Ira dopo aver rifiutato gli accordi di pace del Venerdì Santo 1998. Frange in cui il furore ideologico s'intreccia col rifiuto di rinunciare al potere delle armi per interessi di criminalità comune. --