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Maria Teresa Vanninicastelfranco. «Attacchiamoci ai valori democratici che hanno fondato questo Paese. Questo ci può salvare dall'ondata di regressione che oggi è così forte e viva in Italia». Cisco, già storico componente dei Modena City Ramblers, parla così dei valori della Festa della Liberazione. La sua musica farà parte della grande manifestazione che si terrà dalle 14 alle 20 a Villa Sorra e che vedrà alternarsi musicisti, dj e poeti oltre a star della canzone italiana come Roberto Vecchioni, Il Banco del Mutuo Soccorso e l'attore e regista Ascanio Celestini.«Come tanti sapranno, sono molto legato a quelli che sono i valori della Resistenza e i festeggiamenti del 25 Aprile - spiega Cisco Bellotti - ritengo sia una data fondamentale per il nostro Paese, per la nostra democrazia. È necessario e doveroso festeggiare sempre il 25 Aprile e sempre ricordare quelli che sono stati i caduti per la liberazione d'Italia. Per rinfrescare la memoria in un momento storico in cui alla memoria sempre meno spazio viene lasciato».Cosa ne pensa delle polemiche attorno alla Festa della Liberazione?«Chi sembra mancare più di tutti di memoria è il nostro ministro degli Interni. Sta giocando su un derby tra fascisti e comunisti che non esiste più. Per me è sempre importante ricordare che il fascismo non si combatte con il comunismo, ma con la democrazia. Ed è proprio la democrazia che il nostro governo dovrebbe rispettare e portare avanti. Ho paura che questo concetto sia completamente ignorato dai nostri politici. Tutto questo, a mio avviso, è molto grave».I concerti e le manifestazioni sono una risposta a questo atteggiamento?«Sono sì una risposta propulsiva a queste polemiche ma, prima di tutto, una manifestazione è doverosa per tenere alto il ricordo. Manifestazioni piccole o grandi che siano, organizzate con il sostegno dell'ANPI, contribuiscono a creare una memoria attiva che è quanto mai fondamentale oggi. Voglio insistere sull'importanza di celebrare i caduti. Molto spesso dimentichiamo che se viviamo in un'Italia libera e democratica lo dobbiamo a quelle persone».Cosa significa per lei memoria attiva?«Quando si parla di memoria mi piace ricordare la mia esperienza alla Festa di Liberazione in Olanda, Paese che ha sperimentato una forte occupazione nazista. Durante le celebrazioni il popolo non si divide in destra e sinistra ma si raccoglie insieme per festeggiare. Tutti si identificano in quei valori di liberazione. Purtroppo l'Italia, che dovrebbe essere Paese moderno e civile, ancora oggi strizza l'occhio alle ideologie».Queste sono tematiche presenti nel suo nuovo disco?«"Indiani e cowboy" è un nuovo lavoro discografico che porteremo in giro per tutta l'estate. Al di la del sapore vintage del titolo il contenuto è di forte attualità. Si parla di muri alzati, di frontiere, di porti chiusi, ma soprattutto di contrasti tra bene male. È un disco che parla della nostra quotidianità, non solo italiana. È stato realizzato tra l'Emilia e il Texas. La maggior parte del lavoro si è svolta ad Austin grazie all'apporto di un meraviglioso produttore, Rick del Castillo».Quello della liberazione è un tema che interesserà tutte le performance di giovedi?«Sicuramente. Io presenterò dei brani del nuovo album, ma non mancherò di suonare quei brani essenziali per ricordare la giornata della liberazione: canzoni della Resistenza che abbiamo sempre a cuore. Ci sarà un incontro con gli altri artisti per confrontarci su come rendere omaggio al meglio a questa celebrazione. Penso che ognuno porterà il suo personale lavoro e che il filo conduttore sarà davvero molto forte in tutti i nostri interventi». --