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Ritorna drammatico il problema del sovraffollamento nel carcere di Sant'Anna. Anche nella casa di reclusione nell'ex Forte di Castelfranco, dove si trovano sia detenuti sia internati in misura di sicurezza, convivono 3/4 persone per cella. L'Ufficio del Magistrato di Sorveglianza si regge sull'attività continuativa di un solo giudice mentre il secondo giudice è in maternità, ma il problema non arriva più dalla lentezza del disbrigo delle richieste dei detenuti, bensì dalla scarsità di educatori rispetto ai detenuti e quindi dalla lentezza della loro raccolta dati per definire le pratiche. Infine, i braccialetti elettronici: oggi a Modena sono solo alcune decine, mentre il blocco in arrivo annunciato un anno fa e atteso per Natale non è mai arrivato.A Modena la situazione è insomma piuttosto grigia, come fa notare l'Osservatorio carcere e magistrato di sorveglianza della Camera Penale di Modena. Ma non va meglio in altre provincie della nostra regione: in condizioni analoghe versano Bologna, Ferrara e Parma.Vediamo da vicino gli ultimi dati forniti dal Ministero di Grazia e Giustizia, risalenti al 31 marzo scorso. Nel carcere di Sant'Anna, che ha una capienza di 369 detenuti, oggi sono recluse 485 persone. Il sovraffollamento è quindi del 31% in più. Di queste, 39 sono italiane e 314 straniere. Il dato è in crescita: un anno fa i numeri erano simili, ma poi era sopravvenuto un calo che aveva riportato le presenze vicino ai limiti fissati dal ministero. «La situazione di altre carceri regionali e del trend nazionale - spiega l'avvocato Francesco Muzzioli - è stata già sottolineata poco tempo fa dai colleghi della Camera Penale di Napoli che, oltre al documento, si sono astenuti dalle udienze per tre giorni. La situazione è decisamente difficile. La causa, credo, va ricondotta a una legislazione che favorisce la carcerazione. Inoltre volontari e altre fonti indicano che è in corso una rotazione di detenuti da un carcere all'altro. Quindi anche da e per Modena. Di qui i numeri in calo e in crescita». La casa di reclusione di Castelfranco, che dovrebbe ospitare fino a 219 detenuti e internati, in realtà ne "accoglie" 97 (26 stranieri). Perché? «Perché da quanto sappiamo dai volontari - spiega l'avvocato Tatiana Boni - gran parte della struttura è inutilizzata mentre i detenuti arrivano a 4 per cella. Inoltre, dopo la chiusura degli Ospedali psichiatrici, è diventato una specie di Rens, anche se non è attrezzato». --C.G. BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI