Il Comune acquista le mura antiche per 240mila euro Bufera in Consiglio

Serena ArbizziIl Comune la definisce un'acquisizione che fortifica l'identità. Le opposizioni dicono che spendere 240mila euro più spese notarili per "una buca" sia una sciocchezza. Dibattito acceso giovedì sera in Consiglio sull'acquisizione dall'Immobiliare Canaletto srl della porzione di terreno che include le fondamenta delle antiche mura di Carpi. La spesa di 240mila euro comporta l'acquisto del terreno per 79mila mentre 161mila sono per i lavori eseguiti dall'Immobiliare Canaletto per allestire l'area a verde pubblico e recuperare il reperto archeologico. IL TERRENOIl terreno con le mura misura 1351 metri quadri si trova in via Catellani all'angolo con via del Cimitero, di fronte all'abside della chiesa di San Francesco. Qui sono stati scoperti reperti archeologici del Cinquecento. Un piccolo scavo ha fatto emergere l'antica cinta muraria. Nel 2012 è stata fatta una modifica alla destinazione urbanistica per acquisire l'area e renderla fruibile alla cittadinanza. LE CRITICHE Il consigliere di Fratelli d'Italia Cristian Rostovi ha esordito dicendo che era meglio «spendere per altro questa somma». Anche Giorgio Verrini di Carpi Futura si è detto contrario: «Non si tratta di un muro nella sua bellezza, ma di un basamento. Abbiamo fatto tante sciocchezze, facciamo anche questa...». Monica Medici, Movimento 5 stelle, è entrata nel dettaglio dei costi. «Ci sono fatture "curiose" legate alla spesa, che costituisce un affare d'oro, ma non certo per il Comune - attacca la consigliera - Tra queste, c'è la somma di 17mila euro per gli alberi. Per il prato sono stati spesi 25mila euro. Le tre panchine ci sono costate 1700 euro, gli scavi per rendere visibili le mura ammontano a 20mila euro. Per demolire la recinzione sono stati spesi altri 13300 euro. Sono fatture, ripeto, quantomeno "curiose"». Il consigliere del gruppo misto Roberto Arletti definisce quelle ritrovate nell'area «pietre di basso valore. Non sono le mura perché queste sono state sbriciolate a colpi di piccone per dare lavoro a braccianti durante periodi di crisi all'inizio del secolo scorso. Spendere questa somma per una buca, quindi, è una follia. Di certo non è una priorità». Durante la serata è emerso inoltre come l'Immobiliare da cui il Comune acquista sarebbe partecipata per la maggior parte da una fiduciaria che non naviga in buone acque. «QUESTIONE D'IDENTITÀ»A difesa dell'acquisto si è schierato convintamente l'assessore all'Urbanistica Simone Tosi.«Abbiamo avviato un discorso dal 2012 su quest'area - ha puntualizzato il titolare dell'Urbanistica - che per noi si inserisce in una visione ampia della città. Innanzitutto, è indubbio che allargheremo, così, l'accesso al parco della Resistenza. Poi, c'è una questione d'identità da sottolineare. Quando ero bambino io era uno scandalo vedere quella buca piena d'acqua. Ora possiamo valorizzare un pezzo importante di città. Passando ai costi di 240mila euro. Sono costi competitivi con i tanti interventi sui parchi. E nella perizia allegata alla delibera ci sono esempi di costi compatibili al metro quadro» ha concluso l'assessore. L'acquisto è stato votato con i voti favorevoli della maggioranza. -- BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI