Lo Scoltenna in bicicletta fino al ponte di Olina dove la roccia è del diavolo

Lorenzo guerrieriIl torrente Scoltenna, principale ramo sorgentizio del fiume Panaro, ha un bacino fluviale molto vasto, il più importante dell'Appennino modenese. Risalendo lo Scoltenna, sono ben 5 gli antichi ponti che si incontrano: il ponte di Olina, il ponte dei Leoni a Strettara, il ponte della Luna a Riolunato, il ponte della Fola a Pievepelago e infine il ponte del Diavolo fra S. Michele e Fiumalbo.Presentiamo oggi un facile itinerario in bicicletta che conduce alla scoperta del bellissimo ponte di Olina, posto a circa 420 metri sul livello del mare di altitudine. Ancora oggi ben conservato, si fa ammirare per la linea leggera del suo arco con una forma di tipo parabolico che risulta perfettamente integrata nel paesaggio sassoso dello Scoltenna. Il ponte attuale si deve ad una ricostruzione del 1522 e pare che alle spese, sostenute principalmente dai Montecuccoli e dalla podesteria di Sestola, abbiano contribuito anche Firenze e Lucca a dimostrazione del fatto che il luogo rivestiva un ruolo strategico nella viabilità frignanese fin dalle epoche più remote. Il Ponte di Olina fu costruito con criteri che sono da ritenere avanzatissimi per la tecnica del tempo.Si parte dalla fondovalle lungo il Panaro (SP4) che collega Vignola con Fanano, all'altezza del bivio per Verica (al km 25). In prossimità del primo tornante di via Verica imbocchiamo la via Fondovalle Vecchia che corre parallela alla strada provinciale, più alta di circa un centinaio di metri. La strada è all'inizio asfaltata ma diventa ben presto sterrata e offre belle vedute sulla valle del Panaro. Dopo circa 8 chilometri, all'imbocco della valle dello Scoltenna, si scende per un attimo sulla SP4 e, attraversato il ponte, si imbocca sulla destra via Scoltenna che risale asfaltata il corso del fiume. Mano a mano che si sale sulla destra si nota l'inconfondibile forma piramidale del monte di Gaiato con in cima i resti della torre diroccata e, poco più avanti, l'affioramento roccioso dell'Ofiolite Val di Sasso.La presenza cupa e minacciosa e per molto tempo inspiegabile di queste formazioni rocciose ha creato leggende definendo questi affioramenti come Pietre del Diavolo. In realtà si tratta di basalti di origine vulcanica, rocce che si sono solidificate in seguito ad eruzioni sottomarine e che lentamente, in seguito a movimenti tettonici, sono affiorate.Anche il ponte Val di Sasso, come quello di Olina, risale a tempi remoti e permetteva il superamento del fiume lungo la via Romea Nonantolana Occidentale, ma a differenza di quello di Olina, costruito in sasso, questo era costruito in legno per cui veniva riscostruito ogni volta che le piene dello Scoltenna lo distruggevano.Si prosegue sempre su via Scoltenna fino al Ponte del Prugneto; attraversato nuovamente il fiume, risaliamo ora lungo la sponda sinistra orografica percorrendo la stradina denominata via Lughetto ed infine si giunge al ponte di Olina e alla meta del nostro itinerario. Ritorno per lo stesso itinerario dell'andata. -- BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI