Fusione Policlinico-Baggiovara I risparmi ancora sconosciuti

Ricordano che la situazione in provincia non è esattamente equilibrata, con tre grandi ospedali nel giro di 25 chilometri, che diventano cinque grandi ospedali in 35 chilometri se ci si mette dentro anche Reggio Emilia e Scandiano. Ma, soprattutto, ricordano che la delibera regionale che ha dato il via alle "nozze" Policlinico-Baggiovara prevedeva una cosa chiara: le risorse risparmiate devono andare alla rete periferica, che invece si sta indebolendo sempre più, costringendo i cittadini a lunghe e difficili corse verso il polo Modena-Sassuolo. LA FUSIONEA chiedere chiarimenti sulla rete ospedaliera modenese dopo la fusione dei due ospedali cittadini sono Antonio Platis e Marco Caiumi, consiglieri provinciali del gruppo di opposizione "Uniamoci". «La fusione è nata con una delibera firmata dalla Regione nel 2015 - spiega Platis - e prevedeva il riutilizzo della somma risparmiata per potenziare gli ospedali "spoke", ovvero le strutture periferiche». E proprio per conoscere l'entità del risparmio, a giugno scorso i due consiglieri provinciali hanno presentato un'interrogazione, alla quale però è arrivata una risposta senza i numeri richiesti. «Risposta a cui a luglio è seguita un'integrazione da parte del direttore generale Ausl Massimo Annicchiarico - incalza Platis - che di fatto sostiene di non essere in grado di fornire questo dato». Una replica che i consiglieri provinciali di opposizione non accettano, «come non dovrebbero accettarla gli esponenti della maggioranza: come è possibile - chiede Caiumi - stabilire le cifre che devono andare agli ospedali periferici se non sappiamo quanto abbiamo risparmiato in questi tre anni con il processo di integrazione?». LA STRUTTURAUna situazione strettamente legata alle difficoltà delle strutture "spoke", dai tagli dei punti nascite al progressivo indebolimento della rete a vantaggio della concentrazione Policlinico-Baggiovara-Sassuolo: «Ci sono infortuni e malattie il cui esito è strettamente legato al tempo di intervento - riprende Platis - ma ci sono realtà, soprattutto in Appennino e nella Bassa, in cui è necessaria anche un'ora per raggiungere un grande ospedale, anche perché spesso si tratta di zone dalla viabilità non esattamente agevole. Insomma, a dispetto di quanto previsto tre anni fa dalla Regione, oggi stiamo assistendo al taglio sistematico dei centri periferici». Un problema che secondo Caiumi riguarda anche il servizio di elisoccorso. «A metà agosto - spiega il consigliere in un'altra interrogazione - Regione e Ausl hanno annunciato di aver attivato nuove piazzole di atterraggio per gli elicotteri anche a Fanano, Fiumalbo, Pievepelago, due a Sassuolo, Sestola, Carpi, Zocca, Serramazzoni, Prignano, Finale, Mirandola, San Martino Spino e Vignola: a questo punto, vogliamo sapere quali adeguamenti sono stati realizzati per queste 14 piazzole. Anche perché - conclude Caiumi - se si tratta di campi da calcio in cui possono atterrare gli elicotteri, allora qualsiasi frazione può avere una piazzola di atterraggio...». --LUCA GARDINALE BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI