I ponti da sistemare sono trenta «Ma dateci 18 milioni per farlo»

Dei 183 ponti della provincia di Modena, trenta necessitano di interventi strutturali, necessari per "allungare la vita" di strutture importante perl a nostra viabilità. Per farlo servono però 18 milioni di euro. È questo il succo del report, richiesto dal governo Conte, inviato puntualmente dalla Provincia di Modena a Roma.Nessun caso grave - si legge nella lettera della Provincia al governo - per queste infrastrutture poste lungo i mille chilometri di strade del nostro territorio, ma i lavori andrebbero fatti. L'ente provinciale, presieduto dal sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli, ha dunque risposto in fretta alla richiesta del Ministero delle infrastrutture all'indomani della tragedia del ponte Morandi a Genova e ora attende i finanziamenti per procedere. NESSUNA EMERGENZAVero è che a Modena e dintorni problemi gravissimi, da questo punto di vista, pare non se ne siano evidenziati in controlli anche recentissimi. Ma per continuare la manutenzione strutturale, con i controlli svolti periodicamente da una sessantina di tecnici da nord a sud del territorio, servono soldi. Troppo importante, dice in sostanza Muzzarelli, questo tema dopo che sono morti 43 innocenti nel crollo improvviso del ponte genovese. Ecco dunque che alla missiva la Provincia allega l'elenco dei 30 ponti i cui lavori comporteranno appunto una spesa totale di 18 milioni di euro, finanziamenti a cui l'ente locale potrà provvedere solo in minima parte. Tocca al ministro delle infrastrutture Danilo Toninelli quindi provvedere con fondi statali, chiede Muzzarelli, in modo da giungere a un piano di intervento che già da tempo è stato individuato. I LAVORI PIù URGENTITra i ponti cui bisogna provvedere quanto prima alcuni sono molto noti (e trafficati). Ci sono ad esempio, quelli di Bomporto e di Bomporto-Naviglio, Ponte Motta nella Bassa e ponte Tiepido. Proprio quest'ultimo, sulla strada provinciale a Castelnuovo, è il primo secondo la Provincia nella scala delle priorità per quanto riguarda il necessario intervento. Ai primi posti ci sono inoltre il ponte Scoltenna sulla provinciale 4 Fondovalle Panaro, il ponte Saburano sulla provinciale 27 della Docciola a Montese, il ponte Leo a Fanano e gli altri a seguire. «Noi abbiamo risposto nei tempi previsti alla richiesta del governo - spiega il presidente Gian Carlo Muzzarelli - ora però tocca al governo assicurarci le risorse per intervenire e, con rapidità, fornirci le informazioni necessarie a capire in che condizioni si trovino ponti e infrastrutture di competenza statale che sono sul nostro territorio. Abbiamo completato, grazie ai tecnici della Provincia, l'elenco nei pochi giorni previsti dal ministero. E sono gli stessi tecnici a confermarci che, in base ai rilievi eseguiti, i nostri ponti sono sicuri, ma ci dicono anche che servono interventi di ammodernamento strutturale su una serie di infrastrutture che non riusciamo a finanziare con nostre risorse. Se il Governo intende realmente mettere mano a un piano straordinario sui ponti italiani, come sarebbe necessario, noi abbiamo tutte le conoscenze e le capacità progettuali per farlo. Mancano però le risorse, visto che da alcuni anni dobbiamo versare allo Stato quasi 30 milioni di euro all'anno provenienti dalle imposte provinciali».COSTANTE MANUTENZIONEInterviene anche Alessandro Manni, direttore Lavori pubblici della Provincia: «Sui ponti viene garantita una costante manutenzione, in particolare dei giunti di dilatazione e dei sistemi di appoggio, la verifica del naturale degrado dei materiali fino ad una corretta efficienza dei sistemi di smaltimento delle acque reflue. Nessuna delle nostre infrastrutture ha caratteristiche particolarmente complesse come il ponte Morandi e, in base alle nostre conoscenze, sono sicuri».Intanto sempre la provincia durante l'estate ha attivato cinque interventi, costati 300mila euro, ai ponti di Bomporto, Castelnuovo, Sassuolo, Pavullo e sul Dragone tra Palagano e Montefiorino. Negli anni sono stati in tutto spesi dalla Provincia 10 milioni, a seguito di sisma e alluvioni. --STEFANO LUPPI