Ucciso da un calabrone, domani l'ultimo saluto

PALAGANO Verranno celebrati domattina, con inizio della cerimonia alle 10.30, nella chiesa di Roteglia i funerali del 69enne Franco Giberti, morto lunedì nella sua casa di Monchio per uno choc anafilattico seguito a puntura di calabrone. Nessun dubbio sulla dinamica: la salma è stata messa subito a disposizione della famiglia (la moglie Rosanna e le due figlie Sara e Stefania) e già ieri mattina le Onoranze De Carlo di Castelnuovo Rangone hanno provveduto all'allestimento della camera ardente all'ospedale di Sassuolo, dove stasera alle 20 ci sarà la recita del rosario. DUE PUNTUREIntanto emergono ulteriori elementi sulla tragedia, la seconda in meno di un mese in Appennino dopo la morte il 4 agosto a Romanoro (Frassinoro), sempre per choc anafilattico, del 77enne sassolese Giovanni Toschi. Pare che Giberti abbia subìto non una ma due punture da due calabroni rossi nel cortile della sua casa di famiglia all'altezza del civico 4 di via La Campagna, dove arrivava sempre per le ferie estive. Nel''immediato non si è allarmato, ma poi ha accusato un malessere ed è rientrato in casa. È stato un attimo, neanche il tempo di rendersi conto bene di quello che stava succedendo che è crollato riverso in bagno, in uno stato d'incoscienza da cui non si è mai più ripreso. Nonostante la moglie abbia attivato subito i soccorsi, che per puro caso erano a brevissima distanza: quando la centrale 118 ha contattato l'ambulanza infermieristica di Palagano (erano le 17.50), il mezzo si trovava a 50 metri dall'inizio della strada, di ritorno da un trasporto. LA PARZIALE RIPRESAI soccorritori sono intervenuti in due minuti, ed hanno messo in campo tutti i disperati tentativi di rianimazione possibili in attesa dell'arrivo dell'elicottero: massaggio cardiaco e ripetute iniezioni di adrenalina. I tentativi sono continuati per più di un'ora con l'arrivo del medico, dando anche a un certo punto segali incoraggianti di ripresa, per quanto l'uomo non si sia mai risvegliato. Il leggero miglioramento ha spinto a giocarsi l'ultima carta: il trasporto in volo a Baggiovara per un trattamento intensivo in rianimazione. Ma durante il viaggio il quadro clinico ha avuto una nuova ricaduta e quando alle 19.36 il mezzo è atterrato all'ospedale il paziente era già morto. La tragedia ha lasciato un segno profondo nella comunità (anche il sindaco Braglia ieri ha manifestato il suo cordoglio) che sa bene cos'ha passato la famiglia Giberti nell'ultimo anno: il 29 luglio 2017 infatti il figlio 24enne Gianni, il più piccolo di famiglia, è rimasto vittima di un incidente in moto a Querciagrossa di Pavullo. Mentre scendeva dalla montagna in sella alla sua moto, nel rettilineo dei Piani è caduto finendo nell'altra corsia proprio nel momento in cui sopraggiungeva un'altra moto guidata da un pavullese, che se l'è trovato sotto, disteso sull'asfalto, senza nessuna possibilità di evitarlo. Un impatto che per le lesioni all'addome ne ha causato la morte praticamente sul colpo. E adesso quest'altra terribile fatalità, avvenuta sotto agli occhi di moglie e nipotini. --DANIELE MONTANARI