Nuova strada tra i faggi per raggiungere prima la stazione delle Piane

LAMA MOCOGNO Una nuova, vecchia strada per raggiungere le Piane di Mocogno. È quella che si sta realizzando in questi giorni abbreviando i tempi di percorrenza verso la stazione con un duplice scopo: favorire ulteriormente il turismo e accelerare i tempi d'intervento in caso di emergenza di Protezione civile. Si chiama via Borrasilano, e pochi la conoscono: è una stradina che a Mocogno sale dalla sp 28 di Palagano inerpicandosi in mezzo ai boschi. Una strada storicamente "per avventurieri", bianca e con avvallamenti e passaggi percorribili solo in jeep. Si sale fino a incontrare la borgata di Borrasilano-Canova e poi su, fino a raggiungere le Piane nell'area del centro fondo. L'anno scorso è cominciata a piccoli passi l'opera per renderla una strada vera, che in questi giorni ha raggiunto risultati di totale evidenza con il secondo e il terzo stralcio dei lavori: la metà degli 7,5 km circa sono ormai asfaltati, e l'ultima parte, anche se bianca, è stata molto migliorata. Un intervento di manutenzione straordinaria complessivamente da 100mila euro, arrivati dalla Regione e dal Consorzio di Bonifica dell'Emilia Centrale, che ha progettato con l'ingegner Pietro Torri, dirigente dell'area Lavori pubblici, mentre sul campo le operazioni sono state dirette dal geometra Massimo Ballati. Una volta completato, il cantiere rappresenterà di fatto un nuovo collegamento con le Piane dalla zona nord che guarda verso Polinago, abbreviando tantissimo i tempi di percorrenza rispetto all'arrivo a Lama e la salita lungo la Giardini fino alla Santona, dove c'è il tradizionale bivio. «È un progetto di grande importanza per il territorio: ringrazio Torri e i suoi collaboratori per l'attenzione con cui lo stanno seguendo - dice il sindaco Fabio Canovi - L'itinerario è importante innanzitutto per spegnere eventuali incendi e prestare soccorso in emergenza di Protezione civile, ma rappresenta anche una bella opportunità turistica soprattutto nei mesi estivi: ci si addentra in faggete secolari con scorci di paesaggio stupendi. Siamo ormai a metà dell'opera: il sogno sarebbe quello di vederla completata nel giro di un anno. Due stralci portati avanti in pochi mesi sono un risultato importante: mi auguro che si possa continuare così». --DANIELE MONTANARI