Senza Titolo

Accade che si voglia condividere una passione, un territorio, una linea di confine fra due Comuni. E accade di individuare un luogo speciale fra Castelvetro e Marano: il monte delle Tre Croci. Storie di sentieri, pellegrini e passi. E noi a proporvi in una domenica mattina un piccolo concerto di cornamuse, senza palchi o sedute, solo prato e un'alba da guardare insieme. Ma la magia del progetto incontra fra i suoi primi sviluppi qualche difficoltà e quello che doveva essere un momento lieve si appesantisce della necessità di trovare la quadra tra le imposizioni ricordate dalla direttiva Gabrielli, per individuare il piano di sicurezza più opportuno. Lunghe mattine di confronto, dialogo, ascolto, attese, per scoprire che stando a tali direttive, la nostra alba alle Tre Croci sarebbe saltata, perché un evento di tale fattispecie non rientra tra le maglie vaghe, ma ciononostante vincolanti, della circolare.Grazie ai nostri collaboratori però è stata trovata la quadratura del cerchio e l'alba in compagnia delle cornamuse è stata meravigliosa.Questo però non può essere il normale modus operandi di amministrazioni che vogliono fare cultura sul territorio. Ciò che ci piacerebbe quindi aprire e sollecitare è proprio un confronto, uno sviluppo di idee, un mettere sul tavolo "proposte dal basso" per capire come avvicinare la normativa alla gente, alle persone, alle associazioni, agli enti. Sentiamo la necessità di rendere la sicurezza un servizio per la cittadinanza e non un modo per alimentare la burocrazia. Chiediamo un contributo a tutti coloro che credono che l'offerta culturale, l'intrattenimento o semplicemente la cura del tempo libero siano alla base della formazione dell'individuo, del suo vivere, della sua libertà. Siamo i primi a volere che le iniziative culturali avvengano a tutela della sicurezza di tutti, ma senza procedure chiare, la direttiva Gabrielli ha l'effetto di sopire le culture dei territori. Non è però spegnendo gli impulsi o le voci che la paura si arresta. Perchè laddove i costi lievitano può anche accadere poi che i luoghi si svuotino di proposte, di aggregazione, di tradizione. E non è un rischio di Marano e Castelvetro, non è una personalizzazione di dibattito, è una difficoltà che stanno riscontrando tutti. Vorremmo quindi capire come è possibile tutelare le specificità di un territorio, tutelarne l'identità, il passato e pure la proiezione sul futuro con la sua innovazione. È' giusto che chi deve si adoperi per l'applicazione della normativa, ma è anche un dovere per chi vi lavora poter magari apportare proposte, perchè ogni luogo è differente. Ogni evento è differente, come i suoli scelti per ospitare una iniziativa - siano essi pubblici o di proprietà privata (e qui le interpretazioni sono articolate e diverse).Neppure il recente tentativo di adeguamento ha portato cambiamenti positivi, si chiariscono alcuni aspetti ma i vincoli rimangono e anzi crescono le responsabilità per i sindaci. Non possiamo permetterci di rischiare di perdere gli eventi che rendono il territorio attrattivo, siano essi proposti da associazioni, enti o privati. Ciò che possiamo fare però è essere propositivi. Assicurare quindi che tutto si svolga nella migliore sicurezza possibile, e infatti riteniamo sicuramente giusta l'adozione di alcune misure, tenendo però ben presente la natura dell'evento, la sua specificità. Non è per noi il momento della sterile critica ma ben altro, è il momento del rispetto della legge e se possibile anche quello della formazione, costruzione, collaborazione e diffusione delle idee per migliorarla. Non è con il lamento e la rinuncia che le cose possono cambiare, bensì con il fare e noi ci siamo. GIOVANNI GALLIVice Sindaco, Assessore Cultura, Sport e Volontariatodi Marano sul PanaroGIORGIA MEZZACQUI Assessore al Turismo, Promozione territoriale, Cultura,Comunicazionedi Castelvetro di Modenaa