Classici, jazz e rock Una vita disegnata sul pentagramma

di NICOLA CALICCHIO"Overtour" è l'album d'esordio del pianista di Savignano Marcello Claudio Cassanelli uscito il 16 aprile su tutte le piattaforme digitali e distribuito da IRD - International Records Distribution. L'album ha preso ispirazione dai suoi viaggi che ora racconta in musica. Dopo aver conseguito il diploma in pianoforte classico presso il conservatorio Martini di Bologna sotto la guida di Florenta Barbalat, con una tesi su Schumann e l'approccio al concerto per pianoforte e orchestra, Cassanelli frequenta i corsi di composizione nello stesso conservatorio. Parallelamente coltiva dall'adolescenza un ampio interesse per la musica Rock e Jazz esibendosi in numerose formazioni di vario stile.Il tuo primo disco si chiama "Overtour". Ce lo presenti?«Il disco è costruito sulla base del "piano trio" ed il titolo Overtour contiene il significato di varie parole che caratterizzano questo mio lavoro discografico. L'"Overture" è solitamente il brano di apertura di ogni opera o balletto e, oltre a rievocare i miei passati studi classici, questo per me è il primo disco che mi vede compositore e produttore di ogni traccia. Allo stesso tempo ho ricevuto stimoli ed ispirazione per questi brani durante alcuni viaggi in Europa, e da qui il termine "tour". Assieme a me hanno suonato Bruno Farinelli alla batteria, Blake C.S. Franchetto al basso e contrabbasso e Giulia Barozzi alla voce nell'ultimo brano. Da sottolineare inoltre la preziosa partecipazione di Cristiano Arcelli al sax contralto su Late night».Sei un pianista jazz il disco rispecchia questo genere?«Probabilmente un purista di questo stile musicale non definirebbe jazz il mio disco, poiché scarseggia lo swing, ma allo stesso tempo le leggende del jazz ancora viventi facevano storia, e scuola, già qualche decennio fa suonando uno stile innovativo e lontano dal mainstream. È un po' paradossale quindi, e noto come nel panorama italiano attuale sia prevalente una tendenza bidirezionale, volta da un lato verso il bop, hard bop e annessi, e dall'altro verso la dissonanza estrema. Il mio lavoro si colloca fuori da questa linea».Come ti sei avvicinato al pianoforte? «Provengo da una famiglia di appassionati della musica: il mio bisnonno suonava il trombone nella banda di Vignola tra la fine dell'800 e gli inizi del '900, mio nonno suonava il violino, mio padre è stato cantautore e bassista. Sono cresciuto nella musica e con la musica. Ho iniziato a studiare il pianoforte a 7 anni, spinto dai miei genitori, per poi capire che era la mia vera passione durante l'adolescenza, e nonostante gli ostacoli che mi sono trovato a dover superare negli anni della maturità, mi sono diplomato in pianoforte classico al conservatorio Martini di Bologna. Parallelamente ho frequentato l'accademia di musica moderna a Modena dove ho avuto occasione di avvicinarmi al jazz ed appassionarmi a questo stile, più libero e conforme al concetto che ho di arte».Suoni anche altri strumenti?«Sì. Ho studiato flauto traverso per 5 anni di cui 2 al conservatorio, durante la prima adolescenza. All'epoca ero appassionato del gruppo Jethro Tull e di Vivaldi, ma sul flauto ha prevalso il lato rock. Da autodidatta ho imparato a suonare la chitarra, il basso, e le percussioni; strumenti che avevo in casa grazie al passato di musicista di mio padre».Hai avuto esperienze in altri gruppi?«Si, svariate. Ho fatto parte di numerose formazioni sin da quando avevo 15 anni, ma da tempo non suono più in gruppi di ispirazione rock o pop. Mi dedico solo ai miei progetti. Ho diretto il musical "Rent" con una compagnia della provincia di Modena che si è esibita al Teatro Comunale di Carpi».Produci musica anche per altri?«Si, da un paio di anni collaboro con Patchbanks per la produzione di musiche di vario stile. Sono stato contattato grazie ad alcuni miei video pubblicati su YouTube e così è iniziato questo lavoro che ora porto avanti quotidianamente».È vero che hai fondato una scuola di musica e ti dedichi all'insegnamento? «È così. Memore delle fatiche sopportate negli anni della mia formazione, ho sempre desiderato poter arrivare a trasmettere agli altri le mie conoscenze, e farlo con passione. Nel 2012 si è presentata per me la possibilità di avviare dei corsi di musica a Savignano sul Panaro dove risiedo, e grazie alla associazione culturale "Ponte Alto Graziosi" che ha creduto in me ho potuto fondare questa scuola che da anni è riconosciuta dalla Regione Emilia Romagna. Attualmente insegno alla scuola di musica "Massimo Riva" di Zocca, presso il Libero Conservatorio "J. du Prè" di Spilamberto e presso la sede di Vignola di Music Factory».I prossimi impegni?«Ora mi occuperò della promozione del disco, ma allo stesso tempo ho già in cantiere nuovi brani sia per il mio progetto solistico, sia con illustri amici maestri che ho conosciuto durante i miei studi bolognesi».