Per Ceramiche Piemme conferma oltre quota 100

di Andrea AncaraniPer Ceramiche Piemme si è chiuso un anno di crescita grazie al consolidamento, nel corso del 2017, dei risultati del piano industriale intrapreso negli ultimi anni che, come afferma l'Ad Massimo Barbari, «è stato tra i più importanti effettuati nel distretto di Sassuolo». Ad oggi l'azienda di Fiorano, che impiega un totale di 330 dipendenti, è saldamente posizionata sull'efficienza e sull'innovazione di prodotto con la produzione dello stabilimento di Solignano che raggiunge i 7,8 milioni di metri quadrati/anno.«Nel 2017 - continua Barbari - abbiamo anche dotato le nostre 7 stampanti digitali Durst di importanti aggiornamenti che ci consentono di ottenere nuovi effetti materici. Abbiamo anche introdotto una nuova linea di taglio, spacco e rettifica, mentre l'installazione di una seconda è in programmazione entro fine 2018». Come sono cambiate le strategie commerciali, di marketing e rebranding di Piemme? «I punti fondamentali su cui abbiamo lavorato negli ultimi due anni - risponde Barbari - sono stati il riposizionamento dei nostri brand e l'adozione di una mentalità molto più attenta ai valori di marca. Riteniamo infatti che per attrarre l'attenzione del target dei progettisti sia necessario puntare sull'affermazione di un unico marchio, forte, che abbiamo individuato in Ceramiche Piemme, con una gamma prodotti sempre più completa e composta da veri e propri "programmi d'architettura" con pavimenti e rivestimenti tra loro abbinati». Qual è stato l'impatto di queste scelte sui valori economici? «Per quanto riguarda i risultati economici Ceramiche Piemme ha chiuso il 2016 a 104 milioni di euro, in crescita rispetto ai 96,3 milioni del 2015 con l'export che pesa per l'85 per cento del fatturato totale. E sono dati che stimiamo di avere ripetuto nel 2017 trascorso in attesa del consuntivo ufficiale. Usa, Medio Oriente ed Estremo Oriente restano i mercati di riferimento, mentre è da rilevare una ripresa del mercato italiano con un incremento del 6 per cento rispetto al 2015. Francia e Belgio restano per noi Paesi di storico rilievo e in cui il nostro trend continua ad essere molto positivo, mentre in Canada e Usa registriamo la crescita più decisa. I risultati economici sono dovuti anche ad un importante travaso di fatturato dal conto-terzi alla vendita a marchio. Per il 2018 ci aspettiamo che gli aumenti di produttività realizzati nel corso del 2017 ci permetteranno di ricominciare con una crescita che possiamo prevedere sostanziosa».Come commenta la vittoria di Piemme Ceramiche del bando CONAI?«Siamo soddisfatti di questo premio che valorizza il lavoro fatto in termini di sostenibilità e rispetto per l'ambiente che ci ha anche visti impegnati nell'obiettivo di ridurre drasticamente i consumi di risorse naturali e le emissioni di CO2 nell'atmosfera. Abbiamo investito sulla modernizzazione degli impianti produttivi lavorando sul recupero dell'energia termica tagliando le emissioni di CO2 per 4200 tonnellate/anno».Quali sono i piani per il futuro di Piemme?«Puntiamo a una crescita graduale e sana - conclude Barbari - sia dal punto di vista economico che finanziario, con investimenti mirati e in grado di ottenere sempre rapidi riscontri sulla produttività, sulla marginalità e sul servizio al mercato. Nel 2018 puntiamo a consolidare e crescere ulteriormente nei mercati dove già operiamo più che ad aprirne dei nuovi. Dal punto di vista tecnologico spero che già prima della fine del 2018 si possa svelare un inedito tecnologico al quale stiamo già lavorando da tempo e che spero possa continuare a contraddistinguere la qualità dei prodotti di Ceramiche Piemme. Mi auguro di poter parlare di questo a Cersaie 2018».