Ma i barbari delle discariche abbandonano anche le camere

VIGNOLAUna poltrona, una rete di un letto, una tv ed altri complementi di arredo vari. No, non è un'offerta da fuori tutto dell'Ikea o di qualche negozio specializzato nella vendita di mobili ed elettrodomestici che ha deciso di anticipare i tradizionali saldi di gennaio. Ma il grado di inciviltà raggiunto da chi, senza preoccuparsi del decoro urbano e dell'ambiente, scarica i "pezzi scomodi" per strada. Sotto gli occhi di tutti.Siamo a Vignola in via Don Monari. Dove la mano di ignoti ha scaricato a ridosso di un'aiuola e di un vicino parcheggio "un salotto e una camera" ha tuonato indignata una cittadina. La quale ha prontamente fotografato per poi postarlo sui social, scatenando un mare di polemiche.«Vignola deve essere tappezzata di telecamere - scrive furiosa - e gli incivili puniti senza alcuna esitazione. Ma ci rendiamo conto di cosa siamo diventati? Questa è una situazione da quarto mondo. Di fronte a fatti simili non si può chiudere un occhio. Tempo fa sempre nello stesso punto c'era un intero reparto cucina. Adesso basta, tutto questo è inammissibile».Se in via Don Monari si può recuperare una poltrona, in altri posti del paese si possono lavare i panni sporchi... direttamente in lavatrice. Questo il regalo natalizio lasciato in dote da qualche maleducato nel borgo di Campiglio. Accanto ad alcuni cassonetti, infatti, fa bella mostra di sé l'elettrodomestico bianco. Anche in questo caso fotografato da qualche passante indignato che postando "la prova" d'inciviltà sui social ha ironizzato su chi si è reso responsabile del gesto. Perché - e questo è il colmo - su uno dei cassonetti campeggia un cartello a chiare lettere: "Non depositare rifiuti a terra". Ma evidentemente il menefreghismo dei barbari dei rifiuti supera la loro capacità di lettura. Escrementi umani o animali, invece, sono stati lasciati in dote davanti ad alcuni negozi di via Minghelli, in centro. Finito nel mirino fotografico di un altro cittadino, imbufalito per l'ennesimo esempio di degrado. Valentina Corsini