"Modena Park" lo show di Vasco diventa leggenda

«È un concerto contro la paura, è bellissimo, sono felicissimo, voglio portare un po' di gioia». Vasco Rossi ha sintetizzato così una giornata storica per la musica italiana e per la città di Modena: quello del 1 luglio è stato il più grande evento musicale a pagamento che ci sia mai stato finora nel mondo. «IL LOCALE È PIENO». «Il locale è pieno...», commentò il rocker di Zocca appena sceso dall'elicottero dai colori nero e argento che l'ha portato sulla pista di atletica accanto al parco «Enzo Ferrari» di Modena, dopo aver visto dall'alto le 225mila persone sul posto pronte per il concerto. È stato il momento clou di un percorso iniziato nell'aprile dell'anno precedente, quando Vasco a sorpresa annunciò «L'anno prossimo festeggerò i miei primi 40 anni di carriera là dove tutto è iniziato... Modena Park».Da quel giorno iniziò un percorso organizzativo senza precedenti, con polemiche non piccole a Modena. Dagli ambientalisti che temevano per le sorti del parco (ora più bello di prima ndr), dai "tuttologi" di Facebook pronti a criticare a priori e dei tanti modenesi scettici, che prevedevano situazioni catastrofiche, una città in tilt, incapace di muoversi. Al punto che c'è stato chi, in quei giorni, è letteralmente fuggito da Modena. Migrato fino al 2 luglio. A metterci la faccia è stato GianCarlo Muzzarelli che ha fortemente creduto e voluto questo progetto. Al suo fianco l'organizzazione del concerto, in perfetta sinergia con la prefettura e i referenti dell'ordine pubblico, che hanno fatto sì che tutto si svolgesse senza alcun problema. Con un'organizzazione divenuta modello.L'EMOZIONE. Di quel giorno è così rimasto un ricordo che è già leggenda, in tutti coloro che lo hanno vissuto da dentro e da fuori. È stato un evento, anche un'emozione, perché ha rappresentato qualcosa finora di unico in Italia. Con una marcia in avvicinamento che hanno fatto decine e decine di migliaia di persone con un solo obiettivo in testa: essere protagonisti della grande festa del loro Komandante, il 'Blasco', Vasco Rossi. FRONTE DEL PORTO. La zona antistante il grande palco, che era come un "fronte del porto", si è via via addensata di ragazzi, ragazze, anche qualche bambino portato da genitori che erano ragazzi e giovani quando Vasco ha cominciato a farsi strada. In Italia se si eccettuano le grandi manifestazioni sindacali di una volta, il concertone del Primo Maggio a Roma dei tempi andati, oppure cerimonie religiose come l'intronizzazione di un nuovo Pontefice (o anche i funerali di un Papa, o di leader politici come fu per Enrico Berlinguer), nient'altro come il 1 luglio ha raccolto tanta gente insieme in un'unica location. E tutto si è svolto con ordine.TUTTO SOTTO CONTROLLO. L'esuberanza sì, le birre spillate sono state tantissime dalle prime ore del giorno, ma nessun incidente, nessuna sbavatura. Il servizio d'ordine ha tenuto tutto sotto controllo. La zona è stata ampiamente sorvegliata e monitorata con telecamere, l'elicottero della Polizia di Stato vigilava continuamente e dall'alto segnalando alla sala operativa eventuali problemi. Semmai le difficoltà ci sono state, sono state soprattutto nelle stazioni ferroviarie in arrivo e soprattutto in uscita. Il pubblico di Vasco tranquillo ordinato con tanta voglia solo di divertirsi e ascoltare il proprio cantante preferito, ha rappresentato uno spettacolo nello spettacolo. Certo come in tutti i concerti in molti hanno accusato malori, circa un migliaio le persone soccorse sette i ricoverati, e il personale sanitario ha lavorato di gran lena. Appuntamenti simili richiamano ovviamente quasi un mix di gente, e quindi i bagarini non potevano mancare: «Compro biglietti, vendo biglietti», la frase ripetuta come un mantra da una 'batteria di bagarini distribuita strategicamente lungo il percorso che dalla stazione portava al parco. Contava però l'aria di festa, e proprio questo ha sottolinea il sindaco Gian Carlo Muzzarelli, che non nascondendo la soddisfazione ha parlato del Vasco Modena Park come di «qualcosa di straordinario» che può diventare «un riferimento in Europa per l'organizzazione di eventi simili». LA SFIDA. Il primo cittadino ha parlato di «grande sfida per la nostra città, sapevamo che questo evento sarebbe stato qualcosa di eccezionale e abbiamo detto di sì, abbiamo ritenuto di ospitarlo non appena ci è stata prospettata questa eventualità: lo merita Vasco, lo merita il territorio. Questo è un parco con caratteristiche quasi uniche, è vicino al centro cittadino, c'è un sistema di vie di fuga veloci che consentono di ospitare grandi appuntamenti». Il parco può ospitare anche 400mila persone, «avevamo comunque detto di sì per 200mila, ne abbiamo aggiunte altre 25mila perchè ce lo chiedeva la gente. Ma se avessimo voluto, sarebbero state 380mila senza problemi...». KOMANDANTE. E poi c'è stato - ovviamente - lui il Komandante. Quaranta anni di carriera, da quel 15 giugno 1977 con «Jenny e Silvia», il suo primo 45 giri, quaranta anni da condensare in 40 canzoni tra le 176 di Vasco. Ma quelle 40 proposte - con prime ipotesi di scaletta nell'autunno scorso, addirittura - hanno rappresentato tutte le altre perchè, a detta di Vasco, «ognuna riporta quelle che non ci sono. Saranno rappresentate tutte». E POI LA MUSICA. Lo show oramai è noto. Si è iniziato con un'introduzione particolare: "Also Sprach Zarathustra" di Strauss e poi ecco «Colpa d'Alfredo», il primo rock di Vasco, con quel «è andata a casa con il negro la troia..», per dire che la colpa è sempre di qualcun altro e mai di se stessi. La prima parte dello show dedicata agli anni '80. Poi via via gli anni '90, gli anni 2000. Ospiti in scena Gaetano Curreri, al pianoforte, Maurizio Solieri e Andrea Braido, le due chitarre in rappresentanza di due momenti storici e chiamati quindi a un simbolico duello di chitarre a distanza di anni. Tre ore e mezza, quattro ore di rock per 225mila fan, mentre in numerosi cinema italiani il concerto è stato trasmesso in diretta. Maxischermi in spiaggia invece a Rimini. Per chiudere con «Albachiara», appena preceduta da brani storici come Sally, Un senso, Siamo solo noi, Vita spericolata. Cominciò tutto a Modena, lo diceva anche «Colpa d'Alfredo» con «..abito fuori Modena..Modena Park» e si torna appunto al Modena Park. Un cerchio che si chiude? Forse, ma il viaggio è ancora in corso. A giugno 2018 sarà tour negli stadi Di certo sono stati 40 anni racchiusi in un solo giorno, dall'alba al tramonto, con 225mila persone che simboleggiano più generazioni di italiani e che si sono ritrovati in quelle 40 videoscenografie, una per ogni canzone, che lo show ha proposto. TEMPESTA PERFETTA. E il giorno dopo è arrivata la grande soddisfazione «È stata la tempesta perfetta». Così Vasco Rossi ha definito, il giorno dopo, la lunga e magica serata al Modena Park. «È una grandissima soddisfazione. Ma soprattutto devo sempre grazie a questa mia 'combriccola' pacifica che ha invaso Modena, capitale del rock per un giorno. Abbiamo portato un pò di gioia», ha aggiunto ancora la rockstar la cui soddisfazione è anche per i milioni di visualizzazioni delle foto su Facebook della marea umana di Modena Park.