Il conforto di Bergoglio ai terremotati

Intorno alle 16 del 2 aprile il Papa è salito a bordo di una Golf nera per raggiungere San Giacomo Roncole di Mirandola. Il pontefice ha poi fatto il cambio d'auto, dirigendosi a bordo della "papamobile" e si è diretto verso Mirandola, dove circa 10mila persone assiepate intorno al Duomo lo attendevano. Bergoglio è entrato nell'edificio religioso, massacrato dal sisma e da cinque anni teatro di un abbandono spettrale. Ha deposto un mazzo di fiori in memoria delle vittime del sisma e, introdotto dal vescovo lo ha abbracciato forte quando Cavina ha annunciato l'imminente inizio dei lavori. E quando la gente credeva che se ne stesse andando si è concesso a centinaia di strette di mano, autografi, abbracci volti a consolare i famigliari delle vittime del terremoto e i tanti che stanno ancora facendo i conti con i danni da sisma. Il Papa ha anche incontrato i Rulli Frulli, marching band di Finale Emilia: il maestro Federico Alberghini ha donato a Bergoglio e al vescovo Cavina una maglia della band. Alle 17.30, il Pontefice è salito in elicottero ed è rientrato in Vaticano. «Desidero abbracciare voi e gli abitanti delle altre località colpite dal terremoto nel maggio 2012 - ha esclamato Papa Francesco durante la visita a Mirandola - Oggi io sono fra voi per confermarvi l'affetto di tutta la chiesa e per testimoniare a ciascuno la mia vicinanza e il mio incoraggiamento per il cammino che ancora resta da fare nella ricostruzione. Rinnovo l'apprezzamento alla Protezione Civile, ai volontari e a quanti sono stati impegnati nelle attività di ripristino delle strutture». (s.a.)