Alberi come monumenti Ecco i 15 tesori di Modena

di Stefano LuppiTra Modena e provincia abbiamo quindici alberi monumentali, ossia piante che meritano di essere salvate e curate come fossero palazzi antichi o quadri di valore. Insomma beni tutelati, anche grazie ad età spesso ragguardevoli, che si possono visitare attivando un tipo di turismo "verde" già piuttosto diffuso in Italia. Lo dice il Ministero delle politiche agricole che ci posiziona tra le province più premiate d'Italia, in rapporto alla grandezza del territorio. Abbiamo tre alberi monumentali a Modena città, ma il record spetta a Pavullo che si può fregiare di quattro piante mentre un monumento verde a testa è presente a Castelnuovo, Fanano, Fiorano, Lama, Nonantola, Palagano, San Cesario e Zocca.Se si eccettuano alcune piante famose come il Leccio di San Paolo a Modena che era al centro dei "cortili", le feste estive proseguite fino ai primi anni '90, i nostri alberi stabiliscono anche alcuni record.Ad esempio qual è l'albero monumentale più largo in provincia? Vince il castagno di Zocca in via Fontaneda a Costa di Monteombraro con i suoi oltre 8 metri di circonferenza del tronco. Ma si tratta tutto sommato di un albero "basso" - seppur di 9 metri - perché come altezza abbiamo un altro supervegetale alto ben 37 metri. Si tratta della sequoia monumentale del parco comunale di Pavullo che tra l'altro è larga oltre 5 metri e la cui visione è possibile a chiunque si rechi nello spazio verde. Ma abbiamo in provincia altri due stupendi alberi alti poco meno, sui 36 metri: sono un magnifico cedro del Libano (dimensioni 530 centimetri di circonferenza) collocato in via Jacopo da Porto a Baggiovara e un pioppo nero in via Imperiale a Torrazzuolo di Nonantola.Gli alberi presenti nell'elenco ministeriale sono, appunto quindici, e tra essi tre sono in città. Quello più noto è senz'altro il leccio del complesso del San Paolo in via Selmi, cui si associa il cipresso "calvo" alto 25 metri di Villa Ombrosa. Ovviamente, anche se non tutti supportati ancora da una ufficiale dichiarazione pubblica di interesse culturale, siamo davanti ad alberi che non è possibile abbattere, né effettuare modifiche della chioma e dell'apparato radicale salvo rari casi che dovranno essere documentati. Ma per queste azioni - spiegano al Ministero - servirà un parere obbligatorio e vincolante del Corpo forestale dello Stato e le sanzioni in caso di trasgressione sono salate: partono infatti da 5mila euro ma possono arrivare fino a 100mila. Al dicastero romano spiegano inoltre che «tranne che per quanto riguarda la regione Abruzzo, ad oggi non risulta alcuna attività legislativa di allineamento alla legge nazionale, sia come modifica di norme già esistenti che come nuova specifica legiferazione».Per quanto riguarda la nostra regione i cenni sul tema di albero monumentale e vincolato si riferiscono a «esemplari arborei singoli o in gruppi, in bosco o in filari, di notevole pregio scientifico o monumentale vegetanti nel territorio regionale». A livello nazionale questo primo elenco ufficiale del ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali si compone in tutto di 2.407 alberi nelle diverse regioni.