Tornano le spoglie di Giannone

CAMPOSANTOUn illustre cittadino di Camposanto che ha lasciato un segno importante nella storia del risorgimento italiano ha riabbracciato la sua terra natale. Si tratta di Pietro Giannone, i cui resti mortali sono stati traslati dal Cimitero alle Porte Sante di San Miniato al Monte a Firenze al cimitero del paese il 3 novembre. E il 13 gennaio sarà una giornata interamente dedicata al patriota e poeta camposantese, organizzata dall'amministrazione comunale con la Provincia e la Regione. Si parte alle 15 quando presso il cimitero verrà inaugurata la tomba in onore di Giannone; e si proseguirà alle 16 nell'Aula Polivalente della Scuola Primaria dove si terrà un convegno volto a riscoprire la sua figura in veste di poeta e massone. Aula Polivalente che verrà intitolata al compianto professore Nino Manfredini, insegnante e preside a Camposanto e grande studioso di Giannone, di cui faceva leggere alcuni passi ai propri allievi. Alla conferenza saranno presenti sua moglie, Irma Vandelli, storica maestra che ha cresciuto generazioni di camposantesi "armata" di penna rossa, suo figlio Ettore e i familiari. Emozionante il recupero dei resti a Firenze. «Ho partecipato personalmente alle operazioni di traslazione e non nascondo di aver vissuto quei momenti con grande emozione - ha detto Luca Gherardi, assessore comunale alla cultura e all'istruzione- poiché riscoprire la nostra storia è l'unica strada per costruirci davvero un'identità individuale e collettiva». Pietro Giannone nasce a Camposanto il 14 marzo 1791 ed esordisce come militare nel periodo napoleonico. In seguito viene incarcerato a Modena come carbonaro e, una volta scarcerato, si rifugia prima in Francia e poi a Londra dove collabora con Ugo Foscolo. Scrive il poema "L'Esule", conosce Mazzini, aderisce alla Giovine Italia e si batte per un'Italia unita, indipendente e repubblicana. Dopo l'Unità si stabilisce a Firenze dove muore il 24 dicembre 1872. Ed ora le sue spoglie hanno fatto ritorno a casa, onore che non spettò all'amico Foscolo che descrisse il dolore di morire da esule in terra straniera nel noto sonetto "In morte del fratello Giovanni". (valentina corsini)