«Bunker, nuove case e mini-demolizione»

«Ovviamente si tratta di una struttura unica e molto rigida, e quindi avrebbe bisogno di interventi importanti sulle ripartizioni interne e sull'impiantistica per poter essere utilizzato». Così, l'assessore comunale all'Urbanistica Anna Maria Vandelli interviene sul futuro del direzionale Manfredini di viale Corassori dopo l'intervista della Gazzetta all'architetto Stefano De Vecchi, asset manager di Numeria sgr, il fondo immobiliare trevigiano proprietario del gigantesco edificio del Villaggio Giardino che tanti modenesi conoscono come "Alcatraz". Una struttura nata alla fine degli anni '80 come sede del Banco San Geminiano e San Prospero ma rimasta vuota e poi venduta a Numeria, che sei anni fa aveva presentato un progetto di riconversione che prevedeva l'apertura di una megapalestra Virgin. Progetto poi naufragato tra le polemiche dei comitati cittadini e la crisi economica che ha portato il marchio del fitness a rinunciare all'intervento, che prevedeva anche la nascita di una galleria commerciale. E se dalla proprietà del complesso sono arrivati segnali negativi - «ad oggi non ci sono progetti concreti per il riutilizzo della struttura, che ha caratteristiche molto rigide e che di certo oggi non sarebbe progettata in questo modo, ma se arrivassero delle proposte dal territorio noi siamo aperti a qualsiasi soluzione», ha detto l'architetto De Vecchi - l'assessore è cautamente ottimista. «La struttura è molto rigida - ribadisce la Vandelli - e strettamente legata ad una funzione direzionale.È possibile, comunque, pensare ad alcuni importanti progetti di riqualificazione dell'esistente per il Manfredini, ma in questo caso è possibile anche ipotizzare una demolizione solo parziale di alcuni volumi, in modo da rendere l'intero lotto più flessibile e adatto anche ad una riconversione di tipo residenziale». Se la proprietà resta pessimista sulla possibilità di reimpiego del complesso da oltre 20mila metri quadrati, insomma, l'amministrazione comunale non dispera e guarda avanti, pensando ad una demolizione parziale e a un possibili riutilizzo per un comparto residenziale: «Nel caso di una riconversione - riprende l'assessore all'Urbanistica - si potrebbe pensare ad un complesso con terrazzamenti, con molto verde e con tutto quello che l'innovazione nel settore "green" oggi può offrire». (l.g.)