«Il Manfredini? Un problema, si vende»

di Luca GardinaleTornassero indietro, quell'edificio non lo ricomprerebbero. Come è certo che oggi una struttura del genere non si costruirebbe perché le sue caratteristiche la rendono quasi inutilizzabile. Ed è su quel "quasi" che in questi anni ha cercato di lavorare la direzione di Numeria, il fondo immobiliare trevigiano proprietario del direzionale Manfredini, il colosso di viale Corassori - che i modenesi hanno eloquentemente ribattezzato "Alcatraz" - costruito alla fine degli anni '80 come sede del Banco San Geminiano e San Prospero e rimasto inutilizzato per trent'anni. E se nelle scorse settimane ad affrontare la situazione è stato il Consiglio comunale - con un'interrogazione della consigliera Dem Federica Venturelli alla quale ha risposto l'assessore all'Urbanistica Anna Maria Vandelli - oggi è l'architetto Stefano De Vecchi, asset manager di Numeria sgr, a fare il punto della situazione.Architetto, ci sono progetti per il Direzionale Manfredini?«Purtroppo in questo momento è tutto fermo. Tramontata la possibilità dell'apertura della palestra Virgin, sei anni fa, abbiamo valutato diverse possibilità per non lasciare vuoto l'edificio, ma devo dire che oggi non ci sono proposte concrete per il suo riutilizzo. E' un problema per noi che siamo i proprietari della struttura, ma soprattutto per la città di Modena, che ha un grande complesso inutilizzato da anni».Tra le possibilità emerse in Consiglio comunale, come spiegato dall'assessore Vandelli, c'è anche quella dell'abbattimento del direzionale: l'avete presa in considerazione?«È stata fatta l'ipotesi dell'abbattimento, ma non l'abbiamo mai contemplata realmente, mentre abbiamo cercato di individuare delle controparti con le quali studiare possibilità concrete di reimpiego della struttura. Controparte che però oggi non c'è». A pesare particolarmente è la struttura dell'edificio, che supera abbondantemente i 20mila metri quadrati.«Esatto: si tratta di un edificio molto rigido e sviluppato su più piani. Forse se fosse interamente esteso in superficie sarebbe più facile trovare un progetto di reimpiego, ma così è molto difficile. Del resto, oggi un edificio del genere, autorizzato in un ciclo economico-culturale lontano anni luce da quello attuale, non si costruirebbe proprio».Certo che se fosse andato in porto il Progetto Virgin con galleria commerciale... «Se ci fossimo riusciti non saremmo in questa situazione e l'area non sarebbe abbandonata al degrado. Del resto, anche l'acquisto dell'immobile è stato fatto in un'altra era dal punto di vista immobiliare. Quando presentammo il progetto per la palestra Virgin, però, la città ci si è rivoltata contro, con la nascita di comitati ad hoc, e le polemiche hanno portato ala cancellazione del progetto stesso».L'unica possibilità , insomma, è che da Modena qualcuno si faccia avanti per l'acquisto o l'affitto.«Esatto: al momento, viste le caratteristiche del complesso e la situazione del mercato, sembra un'ipotesi molto difficile, ma in quel caso saremmo interessati a valutare qualsiasi soluzione».