Slot machine e vlt, i modenesi giocano mille euro a testa

L'analisi del rapporto SlotInvaders redatto da DataNinja presenta un quadro complesso per l'Emilia-Romagna: con 4 miliardi e 511 milioni di euro totali è la quarta regione in Italia per spesa complessiva in slot machine e videolottery, dopo Lombardia, Lazio e Veneto. È addirittura seconda - dietro alla Lombardia - per spesa pro capite: poco più di mille euro a testa. E soprattutto è la prima in Italia per numero di apparecchi: ogni 1000 abitanti ci sono 6,1 slot e 1,2 videolottery. Con questi presupposti è chiaro che scendendo a livello provinciale e comunale la situazione non possa migliorare. Tra Modena e provincia nel 2016 si sono giocati a slot e vlt 724 milioni e 952mila euro (18esima provincia in Italia), solo Bologna in regione ha speso di più, un miliardo di euro. Dato che va di pari passo con il numero di residenti, meglio analizzare la spesa pro capite: Modena è quarta con poco più di mille euro a testa (21esima in Italia), dietro a Ravenna, Piacenza e Reggio. Restringendo i dati ai capoluoghi, Modena guadagna una posizione: è terza per spesa totale pro capite. Significa che ciascun modenese ha speso 1381 euro, di cui 525 alle slot e 856 alle videolottery. Meglio - si fa per dire - hanno fatto Piacenza (1666 euro) e Reggio (1551). La città geminiana torna quarta per numero di apparecchi ogni mille abitanti: 8. Scendiamo ancora, analizzando i soli Comuni della provincia di Modena. E qui spicca Savignano: sulle rive del Panaro si spendono poco più di duemila euro a testa (1095 alle slot, 921 alle vlt), un dato che per distacco è il peggiore in provincia. Il secondo Comune in classifica è Formigine (1712 euro), a seguire Sassuolo (1658), Modena (1381) e Carpi (1290). Al sesto posto lo strano caso di San Possidonio: che per quanto riguarda le sole slot machine è primo con 1181 euro, ma complessivamente è solo sesto perchè alla voce vlt fa segnare zero. Poi via via tutti gli altri, con Maranello a chiudere la top 20 con 626 euro a testa. È bene sottolineare come i dati si riferiscano al 2016, ovvero all'ultimo anno in cui molti Comuni non avevano ancora adottato misure e ordinanze contro il gioco d'azzardo sulla linea di quanto fatto dal Comune di Modena. Ovvero fasce orarie ben precise in cui le slot possono restare accese e cartelli all'interno delle sale in cui vengono indicate chiaramente gli orari in cui è possibile giocare.