I detriti alzano le golene e l'acqua ha poco spazio

di Marco AmendolaDurante il percorso dalla montagna fino alla foce con il Po, i fiumi Secchia e Panaro trasportano i sedimenti che si depositano nell'alveo e, durante le piene, nelle golene. Questo processo naturale ha come risultato quello di alzare l'alveo dei fiumi rispetto alla pianura. Un fenomeno ben visibile presso la località di Sozzigalli, nell'area golenale del Secchia a ponte Bacchello. Pietro Corni, del Comitato Arginiamo di Bastiglia e Bomporto, tiene costantemente monitorata la situazione e le criticità del Secchia: «Il deposito dei detriti lasciati dal fiume dipende dalla zona e varia dai 16 centimetri vicino al corso del fiume fino ai 5 centimetri nella area di golena più lontana. I detriti nelle golene si depositano perché l'acqua scorre più lentamente. La conseguenza diretta del deposito dei detriti è l'innalzamento del livello del fiume e della golena». Corni prende come riferimento la porta di una casa colonica, abbandonata da decenni, costruita all'interno dell'area golenale del Secchia a ponte Bacchello. «I sedimenti di terra lasciati dalla piena nella golena nel corso degli anni sono a una decina di centimetri dall'architrave della porta. Questo vuol dire che la golena si è alzata, e di conseguenza si è ridotta la capacità di invaso, a causa della terra che si è depositata. È un fenomeno naturale. La soluzione sarebbe fare manutenzione, cioè pulire le golene, allargare l'alveo del fiume, ridare più deflusso alle acque perchè il Secchia è un fiume che deposita molta più terra rispetto al Panaro. I lavori di Aipo nel tratto del Secchia a Sorbara, con il raddoppio dell'argine, con l'inclinazione della golena verso il fiume, con l'aggiunta di una rete anti animali, andrebbe fatto fino al Po sia sulla sponda reggiana che modenese», conclude Corni.