La Regione stanzia 12 milioni e ora inizia la conta dei danni

di Serena ArbizziRichiesta immediata dello stato d'emergenza, un Consiglio dei ministri che potrebbe approvarla prima di Natale, la repentina conta dei danni per avviare al più presto le pratiche di risarcimento per i privati, 2 milioni per fronteggiare le urgenze e 10 per i lavori di manutenzione. Queste le richieste avanzate dal Governo dal presidente della Regione Stefano Bonaccini, annunciate nella giornata di ieri, quando l'allerta piena è passata da rossa ad arancione e con il diminuire del livello del Secchia si è attenuato anche il forte timore dei cittadini residenti a ridosso degli argini. Cittadini che hanno dovuto difendersi dall'incubo di una piena che ha superato i massimi storici con i 10, 55 metri toccati a Ponte Alto. Il lento ritorno alla normalità lascia spazio per un sospiro di sollievo che, però, non è sinonimo di una serenità totale. I 500 sfollati di Soliera, nelle frazioni di Sozzigalli e Secchia, stanno rientrando nelle loro case. Ma rimane un imperativo: occorre fare più manutenzione, straordinaria e ordinaria, per ridurre il più possibile i rischi dell'alluvione che per Modena e i cittadini è un ricordo ancora fresco. Ieri la Giunta regionale si è radunata all'ex Campo di Fossoli di Carpi: qui è stato stanziato un primo fondo di 2 milioni di euro per urgenze e interventi di immediata necessità. Alla Giunta hanno assistito anche il consigliere regionale Enrico Campedelli, il presidente della Provincia, Gian Carlo Muzzarelli, il sindaco di Carpi Alberto Bellelli con i colleghi di Bomporto e Soliera, Alberto Borghi. Maurizio Mainetti e Rita Nicolini, responsabile regionale e provinciale della Protezione civile. «La richiesta dello stato di emergenza è pronta - spiega Bonaccini - martedì ho telefonato al premier Paolo Gentiloni e confido che la richiesta sarà accolta dal Governo nel prossimo Consiglio dei ministri prima di Natale. Questo significa, da parte nostra, un lavoro puntuale di ricognizione dei danni per attivare subito la richiesta di risorse. Saremo impegnati affinché si raccolgano i dati anche per i danni ai privati- prosegue Bonaccini-, un percorso diverso rispetto a quello dello stato di emergenza. Con il ministro Galletti stiamo approntando un protocollo per la gestione delle emergenze e i tecnici della Protezione civile nazionale sono arrivati da noi in 24 ore. Sono orgoglioso di ricordare che grazie al nostro lavoro il Governo ha rimborsato e sta rimborsando i danni di cinque stati di emergenza dichiarati tra il 2013 e il 2015, tra cui le alluvioni di Bomporto e Bastiglia. I 2 milioni stanziati dalla Giunta andranno, credo, principalmente a Reggio Emilia e Parma. Ma con l'approvazione del bilancio, il 21 dicembre, raddoppieremo il fondo per la manutenzione. Una necessità impellente dovuta ai cambiamenti climatici: al sovrapporsi di gelicidio (incluso nella richiesta di stato d'emergenza), piene storiche, vento e caldo improvviso» conclude Bonaccini. L'assessore regionale alla Protezione civile Paola Gazzolo anticipa che i fondi «per la manutenzione ordinaria e straordinaria dei fiumi saranno 10 milioni. Abbiamo verificato come, di fronte a eventi davvero eccezionali e a livelli mai raggiunti prima dai fiumi e corsi d'acqua, stiano cominciando a pagare i lavori fatti per la sicurezza idraulica e sugli argini, ma certo non basta. Così abbiamo l'esigenza di accelerare rispetto al completamento di opere in corso di realizzazione, a partire dalla cassa di espansione del Secchia, e sulla progettazione di nuovi interventi, come quelli che potrebbero alleggerire la pressione sulla cassa d'espansione naturale di Campogalliano, visto il ripetersi di situazioni a rischio». A Modena è stato attivato il centro operativo misto dal Prefetto, oltre a tre Centri operativi comunali. Disposizioni speciali che hanno consentito di vigilare sul passaggio della rilevante onda di piena sul Secchia fino al confine nord della provincia. Le persone evacuate in questi territori dovrebbero rientrare in casa in queste ore. Un ritorno che rappresenta di certo una notizia positiva, nonostante la tranquillità provata dai residenti a ridosso dell'argine sia soltanto momentanea perché porta sullo sfondo la paura dell'arrivo di nuove piene.