Prima il gelo, poi il vento e oggi rischio esondazioni

di Daniele MontanariGelicidio e impressionanti raffiche di vento per tutta la giornata. È l'incubo meteo vissuto ieri in Appennino, dove si è anche sfiorata la tragedia: alle 16.30 a Sestola, un 50enne del posto che stava scendendo sulla provinciale verso Poggioraso con una Range Rover Evoque, pochi metri prima della rotonda della funivia è stato colpito sul lato destro da un abete caduto mentre passava. Per fortuna il suv era resistente e anche il parabrezza, per quanto tutto incrinato, non ha ceduto. Si può dire che gli è andata bene, nella sfortuna: è stato portato dai volontari dell'Avap di Sestola all'ospedale di Pavullo con dolori al collo e alla schiena, ma senza pericoli. Per la rimozione di questo e di innumerevoli altri rami e alberi caduti tra i Comuni del Cimone, sono intervenuti i vigili del fuoco volontari di Fanano, in non-stop dalle 5.30. A Sestola le raffiche, che hanno superato i 100 km/h, hanno abbattuto anche altri pini sulla provinciale tra Poggioraso e Roncoscaglia, ma senza feriti, e fatto volare via un pezzo di grondaia della piscina, chiusa fino all'intervento. Automobilista sfiorato invece da un pino verso le 19 sulla provinciale per Gombola. E a Polinago altri due pini sono caduti in strada vicino alla sede Avap. Più tutti quelli venuti giù a Fanano, ma qui già dalla prima mattina anche per il gelicidio: nel raggio di 2 km dal centro, verso le 6 praticamente 9 strade su 10 erano impraticabili per ghiaccio e alberi. «Una cosa mai vista - nota il sindaco Stefano Muzzarelli - che dalle 5.30 ha richiesto l'impiego di operai e vigili del fuoco volontari ovunque. Con in più il livello dei torrenti che cresceva costantemente, perché in tutto questo c'è anche il rischio di criticità idrogeologica». E infatti a Modena per il rischio piena del Secchia si è deciso di chiudere Ponte Alto, ed è stato attivato il Coc, così come negli altri Comuni di pianura, per il rischio esondazioni, causa scioglimento neve e pioggia insieme. Scuole chiuse ieri a Fanano (oggi regolari) così come a Palagano, «dove dalle 4.30 ha cominciato a piovere acqua gelata che a terra ghiacciava soprattutto nelle zone più basse - spiega il sindaco Fabio Braglia - nonostante il sale sparso per tutta la notte. Non me la sono sentita di rischiare con le scuole». Dal pomeriggio il vento ha iniziato a farsi sentire anche a Montefiorino, con interventi continui da una parte all'altra per i vigili del fuoco volontari di Frassinoro. A Fiumalbo invece il vento ha colpito duro fin dalla mattina. Prima verso le 8.30 all'ex albergo Ghiacciaio, dove sono volate giù in strada due tavole di copertura tetto: per fortuna non passava nessuno sotto, ma sono intervenuti subito per la rimozione gli operai comunali. Poi a mezzogiorno il disastro nella casa al 24 di via Roma dove abita Livio Santi: le raffiche gli hanno sollevato quasi 60 metri di carta catramata. «Arriva mio figlio e mi dice: "Il tetto è scoperchiato!" Notizia da infarto», ha scritto su Facebook. «Abbiamo chiamato i pompieri (i volontari di Pieve, ndr) e qualche persona che ci poteva aiutare, nel giro di due ore abbiamo risolto in parte il danno, riuscendo a far piovere il meno possibile in casa. Non lo auguro a nessuno». Verso le 20.30, tetto volato sulla via Giardini a Gaianello di Pavullo con detriti sparsi ovunque ed ennesimo intervento dei pompieri.