Caccia le false cooperative Rossi Carni assume tutti

di Sara DonatelliwVIGNOLASe a Castelnuovo è in corso, da più di un mese, uno sciopero ad oltranza da parte dei 127 soci-lavoratori delle cooperative appaltatrici della Castelfrigo, i quali chiedono non solo una maggiore trasparenza nella gestione del lavoro e degli appalti su tutto il distretto modenese della lavorazione delle carni, ma anche una netta presa di posizione dell'azienda attraverso l'assunzione diretta dei lavoratori a rischio licenziamento, a Vignola accade che Arturo Rossi, titolare al 50% della ditta "Rossi Carni Vignola" scelga di assumere 76 soci-lavoratori delle cooperative operanti all'interno della propria azienda. Il punto di rottura è avvenuto pochi mesi fa in seguito ai numerosi controlli effettuati dalla Guardia di Finanza e dalle Autorità competenti nei confronti delle due cooperative appaltatrici: "La Pace" e la "G.P.". Resosi conto del mancato rispetto delle condizioni contrattuali, Rossi ha dunque disdetto anticipatamente il contratto di appalto con le due cooperative, che in realtà andava in scadenza il prossimo anno, e ha deciso di assumere a tempo indeterminato e senza periodo di prova, i 76 dipendenti della cooperativa "La Pace" applicando loro un contratto da alimentaristi. Venerdì 18 novembre sono state avviate le pratiche di licenziamento e lunedì 20 si è provveduto alla riassunzione, questa volta diretta, da parte della ditta. Si è trattata di una decisione unilaterale, non pienamente accettata dalla cooperativa che però non ha presentato ricorso. La volontà di eliminare le cooperative appaltatrici è nata dalla consapevolezza che il sistema gestionale interno al mondo della cooperazione è ormai giunto al collasso e che l'assunzione diretta conviene a tutti: sia ai dipendenti che all'azienda stessa. Si è deciso di puntare sulla qualità del lavoro, sulla produttività dell'impresa e sul corretto inquadramento dei lavoratori. Oggi ci sarà un ulteriore incontro, alla presenza delle organizzazioni sindacali, per definire al meglio ogni aspetto dei contratti soprattutto in relazione al periodo di anzianità maturato da ogni singolo dipendente della cooperativa "La Pace", ai quali non verrà applicato il Jobs Act. Discorso differente invece per i tre dipendenti dell'altra cooperativa appaltatrice, la "G.P" , i quali si occupano di movimentazione, carico e scarico merci, per cui la trattativa è ancora in essere. A loro, probabilmente, verrà invece applicato il Jobs Act. Le vicissitudini vissute da alcuni soci-lavoratori richiamano molto quelle denunciate dai dipendenti delle cooperative Work Service e Ilia D.A., appaltatrici della Castelfrigo. Anche a loro, infatti, sono arrivate numerose cartelle da parte dell'Agenzia delle Entrate. Le motivazioni sono sempre le stesse: all'interno della busta paga, per giustificare le ore di straordinario effettuate dai lavoratori, venivano inserite voci come "trasferte" o altro, tutti dati non tassabili. Giunti i controlli della Guardia di Finanza, però, lo schema si ripete: cartelle esattoriali che i soci lavoratori si trovano costretti a pagare con cifre che variano dai 10.000 euro ai 40.000 euro. Anche di questo si è fatto carico il Presidente della "Rossi Carni Vignola": Arturo Rossi ha infatti deciso di mettere a disposizione i propri esperti per aiutare i soci-lavoratori nella risoluzione di questa problematica, pagando inoltre loro lo stipendio di ottobre il quale sarebbe in realtà spettato alla cooperativa ma che, date le circostanze, sarebbe arrivato tra qualche mese.