Stefano Tè: ai Segni tra teatro e danza verso Trasparenze

di Serena FregniwMODENAIl Teatro dei Segni apre le porte alla nuova stagione. Si possono infatti già acquistare, a un prezzo popolare e accessibile presso gli uffici del teatro gli abbonamenti e i biglietti singoli per seguire tutti gli appuntamenti in cartellone: dalla danza della compagnia svedese Tero Saarinen Company, al teatro danza della compagnia Teatropersona, alla nuova drammaturgia di Leviedelfool, Piccola Compagnia Dammacco, e quotidiana.com. Inoltre, in extra-abbonamento lo spettacolo "Ubu Re" del Teatro dei Venti con i detenuti del Carcere di Modena e Castelfranco Emilia. Tutte le informazioni sono reperibili su sito del teatro www.teatrodeiventi.it. Stefano Tè, regista e direttore artistico del teatro, illustra più nel dettaglio, tutte le novità della stagione.Un palinsesto ricco e variegato: come l'avete progettato e che idea c'è alla base della programmazione?«L'idea è proprio quella di mettere in connessione il palinsesto con il festival Trasparenze che ogni anno organizziamo a maggio. Vogliamo cercare di colmare il vuoto che si crea tra un'edizione e l'altra, proseguire con questa narrazione e gli incontri che faremo quest'anno. Incontreremo queste realtà partendo proprio dalla prima, la compagnia di danza Tero Saarinen Company che per noi è un nuovo ambito, una nuova scoperta».Un progetto, quello della compagnia di danza, molto innovativo e allo stesso tempo originale... «Sì, ospiteremo la compagna svedese e daremo loro l'opportunità di lavorare per un lungo periodo, un periodo di residenza presso il teatro, un lavoro di produzione effettiva, loro lavoreranno e si prepareranno per lo spettacolo che presenteranno in tutto il mondo. Loro ci faranno anche un bel regalo in quanto terranno due giornate di seminario per danzatori, attori oppure allievi».Nella vostra programmazione non manca il teatro in collaborazione con le carceri di Modena e Castelfranco, un progetto che ormai portate avanti da anni, cosa farete quest'anno? «Si da molti anni, con Castelfranco da dieci e con Modena da tre. Questa volta proporremo uno studio che abbiamo progettato insieme ai professionisti e ai detenuti delle carceri sull'Ubu Re, quindi un progetto che rientra all'interno di una programmazione regionale su teatro in carcere, le diverse realtà delle compagnie che in Regione si occupano di teatro all'interno delle carceri. Tutti stiamo lavorando su questo testo famoso che è appunto "Ubu Re" che porteremo in scena con i detenuti dal 7 al 10 dicembre. Noi lavoriamo in questi contesti perché amiamo farlo e da queste esperienze apprendiamo molto, è una necessità artistica per noi e un dare e un avere per entrambi».