"Terre di Vite", week end per unire vino e cultura

Con l'apertura dei banchi di assaggio prevista per sabato prossimo dalle 15 alle 21 e domenica dalle 11 alle 20 ritorna al Castello di Levizzano con la settima edizione la manifestazione "Terre di Vite", organizzata dall'associazione Divino Scrivere. L'obiettivo dichiarato di Barbara Brandoli, presidente dell'associazione, è di promuovere il vino come un bene culturale a tutti gli effetti in virtù della sua capacità di raccontare storie e territori. Per questo, accanto ai banchi di assaggio in degustazione libera di circa ottanta produttori provenienti da tutta Italia, la due giorni di Levizzano ospiterà esposizioni, degustazioni guidate, seminari, iniziative letterarie e musica.«Il vino non è mai soltanto vino», si legge infatti sul manifesto di Terre di Vite: «Nel vino vediamo ben altro che un prodotto di marketing o uno status symbol - spiega Barbara Brandoli, ormai conosciuta nell'universo enologico italiano come una delle più attive sommelier nella ricerca di piccole cantine con grandi prodotti - Terre di vite è nata proprio per divulgare questo punto di vista, per raccontare una passione che ha a che fare con l'arte e la cultura. Perché a ben vedere il vino è soprattutto questo». La manifestazione è cresciuta fino al successo di pubblico dello scorso anno, quando le sale del castello hanno ospitato poco meno di un migliaio di persone. Diverse le novità per gli eno-appassionati che caratterizzeranno questa settima edizione.«Abbiamo arricchito il gruppo dei vignaioli partecipanti con adesioni importanti - dice l'organizzatrice - come quella di una vera e propria leggenda del vino italiano, il papà del Barbacarlo Lino Maga, e quella di un vignaiolo piemontese di grande talento che si chiama Daniele Ricci, che vanno ad aggiungersi a un gruppo storico che comprende produttori provenienti da varie zone della penisola. Accanto a loro presentiamo molte realtà giovani che meritano di essere sostenute: una consuetudine che ci consente di dare loro visibilità e di offrire al pubblico un panorama più ampio che per noi rappresenta un punto d'orgoglio». Nutrita anche la lista dei vignaioli emiliani, a confermare l'attenzione verso il territorio. Nelle due giornate le sale del castello ospiteranno anche diversi banchi d'assaggio dedicati alla gastronomia. Il programma culturale prevede per la giornata di sabato alle 13 una conversazione pubblica sull'armonia, tema portante di questa settima edizione, condotta dal direttore di Porthos Sandro Sangiorgi, mentre domenica alle 15 lo stesso Sangiorgi condurrà una degustazione guidata e Camillo Favaro alle 18 sarà protagonista della presentazione del suo libro "Tutti lo chiamano Lambrusco", nel corso della quale sarà possibile assaggiare in degustazione libera alcuni dei vini citati nel volume. Non mancheranno gli spazi musicali, affidati per questa edizione alle performances pop-jazz di Flavio & Silvia in programma per sabato e a quelle del duo chitarristico di Thomas Romano e Gabriele Bolognesi, domenica. Nelle due giornate di manifestazione le sale del castello ospiteranno inoltre un percorso espositivo con le opere di Giovanni Ferrari, scultore di Pavullo nel Frignano.Il contributo di ingresso per il pubblico è di 15 euro più 5 euro di cauzione restituibili per il calice. I vini in assaggio sono in degustazione libera, con possibilità di acquisto direttamente dal produttore.