Aggredita con la siringa mentre aspetta il treno

di Saverio Cioce«È possibile che se una persona viene rapinata in stazione non c'è nessuno a cui poter chiedere aiuto? Qualcuno con la divisa intendo, la Polizia Ferroviaria piuttosto che qualche addetto alla sicurezza delle Ferrovie. Eppure i colleghi mi hanno detto che aggressioni come quelle che sono capitate a me sono quasi quotidiane».Chi parla è una dipendente delle Ferrovie che l'altra sera è stata aggredita poco prima di mezzanotte quando era in attesa del treno, anche se era fuori servizio. Divisa blu e borsa d'ordinanza a tracolla, stava giusto telefonando.Ma invece di arrivare a destinazione come aveva previsto ha passato un'ora da incubo.È stata minacciata con una siringa sui binari della stazione e derubata del telefonino senza poter far nulla per reagire. Quando ha cercato aiuto non c'era nessuno vicino che potesse sentirla e il ladro, che l'aveva minacciata con una siringa puntata al collo, si è allontanato impunemente sui binari, facendo perdere in pochi istanti le sue tracce grazie all'oscurità.Dopo i primi istanti di shock ha guadagnato l'uscita e per raggiungere la sede della Polfer, giusto in tempo per scoprire che era chiusa: ovviamente per una stazione piccola non c'è personale per il servizio notturno.Poi di corsa è arrivata trafelata dai colleghi che l'hanno rincuorata mentre uno di loro cercava di rinfrancarla e l'altro avvisava il 113.La Volante è arrivata sul posto in pochi istanti ma oltre a raccogliere tempestivamente la denuncia con gli estremi del telefonino non ha potuto fare molto altro.«Io ho fatto il mio dovere di cittadina - conclude - ma è mai possibile che in posto strategico come la stazione di Modena non ci sia una qualche forma di tutela per i passeggeri? Nessuno ha pensato che nell'isolamento delle ore notturne chi viaggia rimane esposto ai pericoli di qualsiasi aggressore che può nascondersi e andar via tra i binari?»Domanda retorica, perchè la stazione è una sorta di terra di nessuno quando scende la notte. E anche le zone vicine. Alcuni giorni fa ad esempio è stata segnalata un'altra aggressione: sempre con la stessa tecnica e sempre contro una donna come bersaglio. In quell'occasione però l'agguato è scattato al momento di salire in macchine. Appena seduta al volante la donna si è vista aprire la portiera da un malvivente che le si è seduto a fianco. Anche in quel caso la minaccia con la siringa infetta è stata sufficiente a evitare ogni reazione alla vittima che si è vista portar via oltre a telefonino e chiavi della macchina anche la borsa.