Tabaccaia assassinata Caccia all’uomo a Asti Il killer ha agito solo

ASTI Ci sono tanti fiori davanti alla porta sbarrata della tabaccheria di Maria Luisa Fassi. E c'è un messaggio, postato su Facebook, condiviso da centinaia di persone: «Un soffio di vento ti ha portato via con sé, cruento e inumano per noi che siamo qui a versare tenere lacrime di ricordi indelebili». Asti è una città in preda al dolore e allo sconcerto: la ferocia che ha travolto Maria Luisa non ha ancora un nome e nemmeno una spiegazione. Di sicuro c'è che ad aggredire la tabaccaia di corso Volta, e ad accanirsi su di lei con così tante coltellate al torace e all'addome, è stata una persona sola. Il coltello non è ancora stato ritrovato. L'autopsia farà chiarezza sul numero dei colpi che sono stati inferti. Già dai primi esami, comunque, si è accertato che l'omicida ha agito con grande violenza e determinazione. Quanto al movente, nessuna ipotesi viene scartata. I carabinieri del comando provinciale diretti dal colonnello Fabio Federici sono al lavoro. La rapina è una possibilità ma l'aggressione si è consumata fra le 7 e 35 e le 7 e 40 del mattino, un quarto d'ora dopo l'apertura del negozio: troppo pochi i soldi che la tabaccheria poteva avere raccolto in quel momento per allettare un delinquente a caccia di un bottino sostanzioso. La telecamera di una pizzeria ha carpito delle immagini di un tratto di strada ma sembra che non ci sia niente di risolutivo. Nel frattempo l'autopsia che verrà disposta dal pubblico ministero Luciano Tarditi farà chiarezza sulla quantità di coltellate con cui l'assassino ha sfogato la sua furia. Quella di Maria Luisa è la terza morte violenta in pochi mesi ad Asti. Martedì i capigruppo in consiglio comunale si riuniranno per parlare anche di sicurezza in città. Sui social network è partito il tam tam per una manifestazione: sarà una fiaccolata che, mercoledì, dovrebbe partire dalla piazza del Municipio per approdare sotto la prefettura. «Conoscevo bene la famiglia - dice il sindaco, Fabrizio Brignolo - e siamo tutti addolorati da quanto è accaduto. Non dobbiamo e non vogliamo strumentalizzare». Maria Luisa Fassi, 54 anni, lavorava nella tabaccheria di proprietà del marito, Walter Vignale. I suoi genitori, Piero e Pina Fassi, sono titolari di un ristorante molto conosciuto, il "Gener Neuv", chiuso qualche tempo fa ma poi riaperto quando Eataly ha acquistato il marchio. Per tutta la giornata il marito, i due figli, la sorella, padre e madre sono stati alla camera mortuaria dell'ospedale Cardinal Massaia di Asti, per stare vicini a Maria Luisa. In attesa di conoscere la data dei funerali, la donna è stata commemorata in una piccola cappella delle suore di piazza Cagni.