Nuovo comparto Morane i residenti non ci stanno

di Gabriele Farina «Una disinvoltura progettuale indegna per Modena». I quasi 200mila metri quadri tra via Vaciglio, via Morane e via Nuova Estense sono diventati protagonisti del dibattito tra residenti del quartiere Sant'Agnese e amministrazione. Un tavolo in cui il tema principale (la sicurezza) è passato in sordina rispetto a un'operazione urbanistica duramente contestata dal comitato "Per un quartiere Morane sostenibile". «S'è visto poco di architettura partecipata, ci sono gravi errori». L'architetto Tullio Zini è stato metodico nella critica a un progetto per cui il comitato ha presentato il 2 aprile 2015 un ricorso straordinario al presidente della Repubblica. Sul banco il Comune, la Provincia e le società Borgo Estense e La Corte Estense. «Gli aspetti urbanistici sono da anni ‘50 - ha ripreso l'uomo che ha visto trasformare le proprie carte in opere da Formigine a Tokyo - negli spazi ci sono gravi errori d'impostazione dello spazio, come un grande parcheggio in curva, vietato da ogni regolamento. Un'altra scelta che critico sono i parcheggi pubblici interrati, un favore alla malavita». Un riferimento che l'architetto ha avanzato verso possibili furti nei garage. Forti le critiche rivolte per l'inquinamento acustico che si produrrebbe. «Dai nostri dati sarebbero 85 decibel - ha sostenuto Zini - c'è stata un'omissione di verifica a mio avviso gravissima e non casuale». L'elenco non è ancora concluso: «Sono previsti parcheggi pubblici senza marciapiede, c'è una disinvoltura non degna della tradizione urbanistica di Modena. Il verde pubblico non prevede né una panchina né uno scivolo né un albero. Sono stati aggiunti sette piani alle case a schiera. È un progetto da rivedere». Alla serata c'era anche Matteo Bisi, presidente del comitato. È sua la firma del documento inviato a Mattarella a meno di due mesi dall'insediamento. Un ricorso in cui è chiesto di sospendere la delibera di Giunta 543/2014, considerata "illegittima per incompetenza" come il "piano particolareggiato". I dubbi per i 550 alloggi che dovrebbero nascere si estendono anche alla "violazione e falsa applicazione" di articoli specifici sulla valutazione di sostenibilità ambientale. Diciotto i motivi per cui si oppongono agli interventi previsti in quei 198.546 metri quadri, dalla "invalidità del Piano operativo comunale" alla "mancanza di alcuni documenti indispensabili per la presentazione dei piani particolareggiati". «Ne abbiamo parlato diverse volte - ha risposto Gabriele Giacobazzi, assessore ai Lavori Pubblici - sappiamo che c'è il ricorso al tribunale. I dettagli sono da definire, c'è una possibilità di manovra». «I pareri sono stati acquisiti - ha replicato Anna Maria Vandelli, assessore all'Urbanistica - il punto centrale del progetto non è edilizio, ma urbanistico. È stata data la forma di pubblicità prevista dalle normative. Essendo una zona F, il privato tiene il 20 per cento degli spazi e cede gratuitamente all'amministrazione l'80 per cento, che può fare i servizi. Ci sarà un ulteriore 20 per cento di edilizia residenziale sociale, con circa 130 appartamenti da 80 metri quadri. Stiamo facendo approfondimenti, quando li concluderemo torneremo. Prima le ruspe non partiranno».