La meta più bella di ‘Quelli del Rugby’

La casa del Modena Rugby 1965 è in via Collegarola 80 a Modena, un impianto nuovo e dotato di tre campi da gioco, che ospita tutte le attività delle squadre giovanili, della Prima Squadra e dei Veterans. È possibile contattare la società telefonando al numero 349/1419354 (dalle 9 alle 18) o inviando una mail all'indirizzo segreteria@modenarugby1965.it. Il club, uno dei più grossi in ambito regionale, riunisce da quest'anno le attività giovanili e seniores del Modena Rugby e può contare su circa 450 tesserati, con un settore giovanile che parte dalla categoria Under 6 (2009) e arriva alla categoria Under 18. Il Modena Rugby 1965 ha rapporti di stretta collaborazione con L'Olimpia Vignola Rugby, Carpi Rugby e SMS Lanfranco Modena. L'attuale presidente del Modena Rugby 1965 è Enrico Freddi. Consiglio direttivo: vicepresidente Salvatore Patera, la responsabile dell'amministrazione Paola Del Rio e i consiglieri, Tiziano Borghi, Davide Casari, Giovanni Malagoli, Nillo Galanti, Roberto Serri,Alessandro Mazzi e Viller Uguzzoni."Quelli del rugby". Così venivano chiamati i ragazzi che negli anni Cinquanta a Modena hanno iniziato a giocare con quella palla strana, ovale. "Quelli del rugby" si trovavano grazie al passaparola, non avevano un campo di allenamento fisso e per le partite si portavano i pali e il gesso per segnare il campo. Due di loro, Luciano Zanetti e Vittorio Rossi, hanno poi deciso nel 1965 di dare un'organizzazione al rugby modenese e di fondare il Modena Rugby. «Eravamo al Liceo San Carlo – spiegano Luciano Zanetti, attuale presidente onorario del Modena Rugby 1965, e l'avvocato Vittorio Rossi – e alcuni nostri compagni, tra cui l'allora capitano del Cus Modena Rebecchi e Romano Ognibene, insistevano per farci giocare a rugby. Abbiamo provato e ci è piaciuto. Insieme ad altri ragazzi, tra cui Provvisionato del Tassoni, abbiamo così creato un gruppo che si ritrovava di volta in volta in un posto diverso. All'epoca c'era poca organizzazione e molta passione». «Il mio primo allenamento – ricorda Rossi – l'ho fatto al campetto dei frati di San Cataldo. Il primo impianto che riuscimmo a farci assegnare fu il padiglione B del vecchio Palazzo dello Sport, dove ci allenavamo in contemporanea con la più quotata pallacanestro del Cus Modena. In quegli stessi anni è arrivato anche il primo allenatore, Ponzoni, anche se i metodi di allenamento erano rudimentali, di tattica neanche a parlarne». Raccogliendo le briciole della pallacanestro, il rugby modenese muove così i primi passi, con un campo fisso per le partite di campionato, l'attuale "Zelocchi", e un anno addirittura al "Comunale" (oggi stadio Braglia), la domenica mattina. La prima svolta arrivò nel 1957: «Il Cus ci ha lasciato – spiega Zanetti – e abbiamo continuato l'attività a Parma, nella squadra campione d'Italia. Solo Provvisionato, Gigliotti e Ognibene giocavano in Prima Squadra, gli altri nella squadra riserve. Quella squadra era molto seguita ed era davvero l'espressione della città». All'epoca anche i migliori in Italia si sognavano la club house e a Parma le convocazioni venivano esposte in un bar di via Garibaldi. «La necessità di far giocare i giovani – continua Zanetti – ci ha spinti nel 1965 a costituire l'Associazione Sportiva Modena Rugby e il primo presidente fu l'avvocato Perroux». Nel 1970 il primo campo da rugby in via Gasparini, inaugurato dal sindaco Triva, prima casa della Modena ovale. Il nuovo impianto diede un forte impulso al movimento modenese e negli Settanta sempre più ragazzi si avvicinarono al rugby: «In quegli anni – precisa Rossi – iniziarono ad esserci i primi maestri di rugby, giocatori che mettevano la loro esperienza a disposizione dei più giovani. In più il lavoro nelle scuole di professori come Ruggeri fu fondamentale per avvicinare i giovani a questo sport. Un primo settore giovanile si costituì negli anni Ottanta. Le stagioni più belle sono state nei vent'anni dal 1980 al 2002, e mi chiedo sempre dove saremmo potuti arrivare se negli anni Ottanta avessimo avuto un impianto come quello di Collegarola, che ritengo un sogno realizzato. Nonostante la mediocrità del campo, in via Gasparini ha giocato Fatialofa e ha mosso i primi passi Franco Smith». Un'avventura proseguita fino al 2002, quando è subentrato il Modena Rugby Club di Almer Berselli. Il ricordo più bello di questi cinquant'anni sui campi? «Ogni vittoria è stata bella, – risponde Zanetti – ma i giorni che ricordo con più piacere sono state le inaugurazioni di via Gasparini e Collegarola, perché per la crescita ritengo fondamentali l'impianto e la struttura organizzativa». «Il mio giorno più bello – conclude Rossi – è stato a Mogliano, quando ci siamo giocati la serie A con una squadra formata da giocatori provenienti per 12/15 dal settore giovanile. Quell'ultima mischia mi commuove ancora».